De profundis per Rosolino «Sono stato un disastro»

Max sbaglia anche gli 800. Oggi Magnini nelle batterie dei 100 sl. Boggiatto ottava in finale 100 rana

Riccardo Signori

Max Rosolino ha trovato un’altra piscina in cui sprofondare. Appunterà quella del Parc Jean Drapeau nel libro dei ricordi neri: dopo la medaglia di legno dei 400 stile libero, ecco il buco nell’acqua. Peggio: lo sprofondo nell’acqua degli 800 metri, la gara che gli aveva fatto venire improvvisi pruriti. «Sono stato un disastro», ha detto lui. Fotografia impietosa ma realista di una gara in cui ha provato a tenere il ritmo per 300 metri, poi è scivolato sempre più indietro: 15° tempo delle qualificazioni e addio. «Sono rimasto senza parole, non sono riuscito a scaldarmi. Quando gli altri hanno strappato via, io non ce l’ho fatta». Ci sarebbe da prendere armi e bagagli e tornarsene a casa, ma Rosolino è un trascinatore della staffetta e la 4x200 non può fare a meno di lui. Brutta faccia quella degli squali azzurri: Terrin è finito male anche nei 50 rana dopo aver fallito i 100, Rosolino è da depressione, Magnini ha sbarellato nella semifinale dei 200 metri (nono tempo) ed è rimasto a guardare. Solo Brembilla ha ritrovato la faccia dei tempi d’oro, prendendosi la soddisfazione di battere proprio il siluro Hackett nella semifinale.
Il Belloni australiano rischia di prendersi tutte le rivincite. Stavolta il bottino d’oro dovrebbe essere consistente. Ieri si è mangiato un panino con Coca nuotando una delle sue specialità predilette, gli 800 metri, e realizzando il miglior tempo (7’47”62), prima di dedicarsi alla finale pomeridiana dei 200 stile libero. Roba da superman. Probabilmente non gli sarebbe dispiaciuto nemmeno infilarsi nei 100 metri che oggi metteranno insieme i siluri con la partecipazione straordinaria di Michael Phelps. Magnini proverà la gara per cui si è messo a lucido: andrà a caccia di una medaglia (domani in caso di qualificazione): dovrà guardarsi dall’australiano Klim, dalle pesti sudafricane Neethling e Schoeman, reduce dal doppio record mondiale nei 50 farfalla, e appunto da Phelps in versione mina vagante. Dalla sua il miglior tempo mondiale dell’anno. Ma gli americani hanno già imparato in questo mondiale che nulla è scontato. I mostri sacri rischiano sempre qualcosa di troppo: Phelps ha rimediato la figuraccia nei 400 stile libero, Natalie Caughlin, miss sette vite, brava cuoca, futura psicologa, l’unica donna a scendere sotto il minuto nei 100 dorso, insomma una nata per vincere(5 medaglie olimpiche ad Atene) ha perso l’oro che tuti le accreditavano nei 100 dorso. Partita bene , si è fatta risucchiare dal nuoto vigoroso di Kirsty Coventry, la nuotarice dello Zimbawe diventata un’eroina nazionale, l’anno scorso, per aver conquistato tre medaglie olimpiche. Sbucata vincente dalla prima corsia, come tanti in questi mondiali, la Coventry ha rifilato la stangata alla Coughlin, arrivata addirittura terza.
Meglio coccolarsi il nostro mondo in rosa: ieri la Pellegrini ha aperto il suo mondiale con il miglior tempo nelle qualificazioni dei 200 metri (la semifinale è avvenuta nella notte), Chiara Boggiatto ha nuotato la finale dei 100 rana ma s’era già ritagliata l’angolo del sorriso conquistandosi il posto con due record italiani. Altra storia rispetto a qualche anno fa, la boggiattina ha cambiato vita: disancorata dal fratellone, quest’anno ha preso la maturità scientifica (voto 100), cammina più decisa anche se il record della specialità è in mano sua da due anni. Nella finale le è mancata una ciliegina sulla torta, magari un altro record. Non ce l’ha fatta è arrivata ottava in una gara che ha fatto suonare le campane dell’alleluia a Lesiel Jones, la grande australiana eterna seconda. Stavolta l’ha spuntata, dopo troppi secondi posti, in un testa a testa sul filo del record del mondo (solo cinque centesimi sotto) davanti a Jessica Hardy che, proprio nella semifinale, aveva ritoccato il record del mondo.
E oggi spazio a un’altra faccia da speranza azzurro-rosa: si chiama Caterina Giacchetti, sedicenne napoletana con rumorosa famiglia al seguito. Ragazza allegra che vuol essere vincente. Per ora ha il quarto tempo stagionale nei 200 farfalla. Una buona carta d’identità.