Il denaro fa bene alla salute In certe zone si muore di più

I soldi non potranno assicurare la felicità ma, a quanto sembra, la salute sì. Questo il quadro che traccia una ricerca dell’Osservatorio epidemiologico dell’Asl Roma/E sullo stato di salute dei cittadini romani. Lo studio, chiamato «Informazioni sulla salute della popolazione», è stato effettuato su tutti i quartieri di Roma dal 2001 al 2005. Sconfortante il risultato della ricerca: questa ha evidenziato come chi vive in un quartiere meno abbiente rischia di ricorrere più spesso agli ospedali e, purtroppo, di morire di più rispetto a chi vive in un quartiere ricco. Fattore determinante, oltre il luogo di residenza, sarebbe poi lo stile di vita, soprattutto per ciò che concerne la mortalità.
Uno dei pochi dati confortanti della ricerca è che il colpevole di tale squilibrio non sembra essere il sistema sanitario. Questo, anzi, risulta utilizzato in maniera massiccia dalla fascia dei meno abbienti. Il motivo, però, è semplice: i più ricchi non ne hanno bisogno. «Il tasso di mortalità annuo, che in media è di 600 decessi ogni 100mila abitanti, sale dell’89 per cento per gli uomini in alcuni quartieri - nota Carlo Perucci, direttore del dipartimento di epidemiologia -. Per i bambini sotto i 14 anni, poi, il differenziale lievita a un 330 per cento». Per le donne, invece, «la differenza è minore, circa il 21 per cento, ma prima questo differenziale era praticamente inesistente». Tra i quartieri con il più alto tasso di mortalità o di cure ospedaliere ci sono Corviale, Primavalle e Trullo. Anche in quartieri più centrali poi, come San Lorenzo e Testaccio, si registra mortalità alta, ma un livello minimo di ospedalizzazione. Stesso discorso per ciò che riguarda le patologie: anche qui nei quartieri ricchi ci si ammala di meno di tumore e di malattie cardiovascolari. Altro dato interessante del rapporto è quello che registra un alto numero nella capitale di parti cesarei, quasi il triplo rispetto alle regioni del Nord: ciò con conseguenze pesanti sulla qualità del parto ma anche sulle casse della sanità regionale.
In conclusione è curioso il fatto che le differenze di status socio-economico si riflettano anche in termini di incidenti stradali: nei quartieri popolari gli incidenti stradali aumentano infatti fino a diciannove volte, con conseguente aumento dei tassi di ospedalizzazione.