Depp: «Sono un pirata da cartoon»

Claudia Laffranchi

da Los Angeles

Ritorna Jack Sparrow, l'eccentrico e stralunato pirata interpretato da Johnny Depp che tre anni fa catapultò La maledizione della prima luna nelle vette del box office internazionale. In Pirates of the Caribbean: dead man's chest il pirata dandy e rock'n'roll coi denti d'oro, gli occhi bistrati e le treccine piene di amuleti è alle prese col mostruoso Davy Jones, l'uomo-piovra ai comandi dell'Olandese Volante, una nave la cui ciurma è formata da anime in pena in parte umane, in parte creature marine, e la cui arma segreta è una piovra gigante. E purtroppo per i fan di Jack Sparrow, sembra che gli autori del film si siano a tal punto innamorati dei mostri marini e degli effetti speciali da perdere un po' di vista Johnny Depp e il suo iconico personaggio a metà strada tra il buffone e il gentiluomo, che è assente dallo schermo per lunghi periodi, e che lo illumina invece in sequenze come quelle coi cannibali e nel duello sulla ruota del mulino.
Che effetto le ha fatto ritrovare Jack Sparrow?
«Dopo il primo film mi sembrava che Jack avesse ancora molto da dare, e sono felice che il responso del pubblico ci abbia permesso di mettere in cantiere altri due episodi. Mi diverto moltissimo a interpretare questo ruolo, perché è libero e irriverente, e anche se è un lavoro impegnativo a volte non riesco ancora a credere di essere pagato per divertirmi così. Mi sembra di essere tornato bambino e di continuare a giocare. Termineremo le riprese del terzo film in ottobre, ma non mi sento ancora pronto per dire addio a Jack, e spero che ne faremo un quarto».
Non si sente un po' sacrificato in questo film?
«Non abbiamo voluto espressamente che fosse un one-man-show. C'è un equilibrio coi personaggi interpretati da Orlando Bloom e Keira Knightley, perché non vogliamo che il pubblico si stanchi di Jack, che ritornerà in forza nel terzo episodio».
Lei si è ispirato a Keith Richards per questo ruolo. L'ha sentito dopo la sua caduta dalla palma?
«Ho parlato col suo manager che mi assicurato che sta bene, che è pronto per ripartire in tournée coi Rolling Stones, e che potrà fare un cammeo nel terzo film come previsto. Ma un'altra persona che mi ha influenzato a trovare il tono giusto per Jack è mia figlia. Nei due anni precedenti La maledizione della prima luna ho guardato praticamente soltanto cartoni animati con lei, e mi sono reso conto che le regole per i protagonisti dei film di animazione sono diverse rispetto a quelle dei film tradizionali, e ciò mi ha aiutato a creare un personaggio che per molti versi è simile a un cartoon».
L'essere diventato padre l'ha influenzata nella scelta dei suoi ruoli?
«Penso che l'idea di avere figli mi abbia influenzato anche prima che arrivassero. Ho sempre fatto film di cui potessi essere fiero, in cui credevo al 100 per cento, affinché quando sarò vecchio potrò dire di non essere mai sceso a compromessi. Negli anni '90 ero considerato un attore che non faceva cassetta, ma io sono felice di aver fatto film come Dead Man, Ed Wood, Fear and Lothing in Las Vegas. Secondo me tutti quei film avevano anche un potenziale commerciale, e non immaginavo certo che La maledizione della prima luna sarebbe stato un successo del genere, poteva anche essere un flop. Non si sa mai come il pubblico reagirà, è come una partita a dadi, quindi tanto vale fare quello che ti piace davvero».
Lei ha accennato all'eredità morale che vuole lasciare ai suoi figli. Ha paura di invecchiare?
«No, accolgo a braccia aperte gli anni che passano. Ci sarà un giorno in cui arriveranno gli acciacchi fisici, ma quando ho compiuto quarant'anni mi sono sentito libero dalle pressioni della gioventù, come lo stare in giro tutta la notte tanto per dire di essere stato in giro tutta la notte. Adesso posso andare a dormire alle 21.30 senza vergognarmi. Per quanto riguarda quello che voglio trasmettere ai miei figli, vorrei anche far capire loro che è normale essere o sentirsi differente dagli altri, avere opinioni diverse, anche se a volte la gente cerca di nascondere la propria individualità per timore di essere considerata strana o un po’ matta».
Cosa desidera a questo punto della sua vita?
«Calma, pace, tranquillità, libertà, divertimento, felicità».