Desiderio di Vienne

Esistono ben dodici Desiderio canonizzati, e sei Desiderato. Il Desiderio di oggi (Didier, per i francesi) era nato, pare, ad Autun ma vissuto a Vienne nel Delfinato. In questa città entrò nel clero da giovane (sembra, prima del 559) e diventò diacono sotto il vescovo Vero. Negli ultimi anni del secolo, morto Vero, Desiderio divenne vescovo a sua volta. Era particolarmente versato nella letteratura antica ed ebbe rapporti epistolari col Papa s. Gregorio Magno, il quale in una occasione lo pregò di dare assistenza ai missionari che andavano a evangelizzare l’Inghilterra. Desiderio, che non esitava a denunciare la corruzione e l’immoralità della corte, imparò a sue spese che nella politica è più salutare non mettere bocca: la regina Brunechilde riunì in un concilio a Chalon-sur-Saône gli avversari di Desiderio e ottenne la deposizione di quest’ultimo, che finì in esilio per alcuni anni. Quando stimò che la lezione fosse stata sufficiente, Brunechilde gli permise di rientrare. Ma quello ricominciò anche peggio di prima, questa volta prendendosela pure con Teodorico II. La misura era colma e il vescovo venne arrestato direttamente in chiesa. I soldati lo presero in consegna e lo portarono via. Non arrivò mai a destinazione. In un luogo che oggi si chiama St-Didier-sur-Chalaronne, in territorio lionese, Desiderio fu abbattuto a colpi di pietra e finito a bastonate. L’anno era il 607 o il 611. Sepolto in fretta sul posto, il suo corpo fu traslato tre anni più tardi. La sua biografia fu scritta, poco dopo, da uno che sapeva bene come era andata, il re visigoto Sisebut.