Il diabete rischia di diventare nel mondo una vera epidemia

La Giornata mondiale del Diabete (14 novembre) ha richiamato l'attenzione di tutti, medici e non medici, su una patologia molto temibile e certamente sottostimata. Si ritiene infatti che 5 milioni di italiani siano diabetici ma che almeno 2 milioni di costoro non sappiano di esserlo. Questa malattia, inoltre, non colpisce solamente gli adulti ma anche i bambini: uno su quattro; presto saranno uno su tre.
La Federazione - Associazione nazionale diabetici (Fand) - si batte dal 1982 per «formare ed informare» i portatori di questa patologia e le loro famiglie. La signora Vera Buondonno, che ne è presidente dal 2002, insiste sulla necessità di informare i diabetici e ricorda che ogni sabato e ogni domenica chi farà il numero verde 800.8200.82 otterrà gratuitamente i pareri ed i consigli degli specialisti, che faranno il punto anche sulle terapie più innovative e più efficaci.
Già, le terapie. Fino a trenta-quarant'anni fa chi soffriva di diabete si riteneva «condannato» alla retinopatia, al rischio di gangrena agli arti inferiori, alla dialisi, alle più gravi cardiopatie. La ricerca ha fatto notevoli progressi ed oggi con questa malattia, che non smette di essere cronica, si può convivere lungamente con una buona qualità di vita, a condizione di curarsi scrupolosamente e senza alcuna interruzione. Chi sospende le cure, infatti, finisce per andare incontro a complicazioni gravissime.
La Fand, presente oggi con settantamila soci su tutto il territorio nazionale, organizza operazioni di screening nelle grandi città, due o tre volte l'anno, nella convinzione che una diagnosi precoce permetta un percorso terapeutico più sicuro. Sul tema della prevenzione si batte anche la rivista trimestrale «Scienza e diabete», diretta dalla signora Buondonno ed aperta alla collaborazione dei più famosi diabetologi italiani: primo fra tutti il professor Guido Pozza, che è anche presidente onorario della Fand.
«Il rapporto con i medici è ottimo» dice la signora. «Quello con le Istituzioni, invece, è spesso difficile. Ci battiamo infatti - senza grandi risultati - per l'uniformità delle cure in tutta Italia, senza barriere regionali, e per il rifinanziamento della Legge 115 che stabilisce metodi di prevenzione e di cura del diabete. Abbiamo l'orgoglio di avere parlato di questa malattia col rispetto che le era dovuto e di averne fatto un problema sociale, oltre che chimico. Avvertiamo la necessità di percorrere fino in fondo questa strada, per dare sollievo a milioni di malati». Entro il 2025 i diabetici in Italia rischiano una crescita superiore al 50 per cento. Nel 1997 rappresentavano il 3% della popolazione, oggi sono già il 4,5%. Nel mondo i diabetici sono 230 milioni. È una vera epidemia.