Il Discovery torna a casa

Rientro sulla Terra per l’equipaggio dello shuttle Discovery Sts-120, del
quale fa parte l’italiano Paolo Nespoli. La "casa nello spazio" è ancora più grande

Qualche foto prima di salutare la Stazione spaziale internazionale (Iss) nel suo nuovo look, e poi via verso Terra. Torna a casa l’equipaggio dello shuttle Discovery Sts-120, del quale fa parte l’italiano Paolo Nespoli, e lascia la stazione orbitale più grande e vicina alla configurazione definitiva.

È più grande la casa nello spazio La missione Esperia, dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), ha portato sulla stazione orbitale un nuovo modulo, il Nodo 2 o Harmony. Realizzato in Italia per l’Asi dalla Thales Alenia Space, il Nodo 2 è stato agganciato alla Iss il 26 ottobre e l’indomani è stato aperto il portello che lo ha messo in comunicazione con il resto della stazione orbitale. Nei prossimi mesi il Nodo 2 permetterà di ampliare ulteriormente la Iss perchè ad esso saranno agganciati il laboratorio europeo Columbus (all’inizio di dicembre) e il laboratorio giapponese Kibo. Ad avvicinare la stazione orbitale al suo aspetto definitivo è stata anche la collocazione di uno dei tralicci che sostengono i pannelli solari, il P6. Era stato il primo ad essere montato sulla Iss e fino a questa missione era rimasto in una posizione provvisoria.

Un imprevisto dopo l'altro Collocare il traliccio P6 accanto al P5 è stata un’impresa eccezionale e spettacolare, cominciata con una sorta di «danza» fra il braccio robotico dello shuttle e quello della Iss. Tutto era andato benissimo, ma al momento di dispiegare il pannello solare è apparso uno strappo di 80 centimetri per 20. Quindi è stato rivisto il programma dei lavori ed è passato in secondo piano l’esame ad uno dei giunti ai quali sono collegati i pannelli solari, risultato difettoso. Nella stessa serata è stato rilevato l’impatto di un micrometeorite sull’ala dello shuttle, fortunatamente senza conseguenze.

Riparazione acrobatica alla Mac Gyver La priorità è diventata la riparazione del pannello solare strappato (il cui mancato dispiegamento avrebbe compromesso la stabilità della Iss) e a questo punto la missione si è trasformata in una vera impresa alla Mac Gyver, il protagonista della serie Tv degli anni ’80 che se la cavava sempre escogitando soluzioni con mezzi di fortuna. Con attrezzi costruiti dagli stessi astronauti e isolati con uno speciale nastro adesivo per evitare scosse, il pannello è stato riparato durante una passeggiata spaziale decisamente acrobatica, nella quale il protagonista delle quattro passeggiate spaziali della missione, Scott Parazynski, ha lavorato agganciato all’asse utilizzato come ’prolungà dello shuttle, a sua volta collegato al braccio robotico della Iss.

I saluti, fra musica e abbracci «Tutto è andato bene, anche meglio del previsto e i due equipaggi hanno lavorato insieme benissimo», ha detto ieri sera Pamela Melroy, quando per i due equipaggi è arrivato il momento dei saluti, con musica, canzoni, lacrime e abbracci. Poi il portello di comunicazione fra lo shuttle e la stazione orbitale è stato chiuso. Clayton Anderson è entrato nello shuttle per tornare finalmente a casa dopo cinque mesi nello spazio. Al suo posto è rimasto sulla Iss Daniel Tani, con la comandante Peggy Whitson e Yuri Malenchenko.

Sulla Iss ancora tanto da fare I tre resteranno soli sulla stazione orbitale fino ai primi di dicembre, quando è previsto l’arrivo dello shuttle Atlantis Sts-122. Ma non avranno tempo per annoiarsi: il venerdì 9 novembre li aspetta una passeggiata spaziale per eseguire i compiti previsti nella quinta e ultima passeggiata della missione appena conclusa, rinviata per i numerosi imprevisti. Mercoledì 14 novembre, con l’aiuto del braccio robotico, sposteranno il Nodo 2 nella posizione definitiva, agganciato al laboratorio americano Destiny. Il 20 e il 24 novembre, infine, sono previste altre due passeggiate spaziali.