Distributori di sigarette: card riservata ai maggiorenni

Duccio Pasqua

Una tessera per comprare le sigarette ai distributori automatici e un documento d’identità per acquistarle dal tabaccaio. Sono queste le misure studiate dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (Aams) e dalla Federazione Italiana Tabaccai (Fit) per controllare il problema del consumo di sigarette tra i minori di 16 anni. Sono tanti infatti i ragazzi tra gli 11 e i 16 anni che fanno regolare uso di tabacco, e il Movimento Italiano Genitori (Moige) ha deciso di lanciare una campagna per spiegare perché è importante che i minori non fumino.
Un sondaggio condotto dalla Swg ha rilevato che nel Lazio 35 genitori su 100 sanno che il figlio adolescente fuma, e solo 17 di loro riescono a convincerlo a smettere. Il problema si aggrava quando entrambi i genitori sono fumatori, e mandano i figli in tabaccheria ad acquistare le sigarette. Addirittura il 57 per cento dei fumatori ha questa abitudine, e non la abbandona pur sapendo che per legge è vietato vendere sigarette ai minori di 16 anni.
L’iniziativa del Moige, accompagnata dallo slogan «Noi non dobbiamo fumare. Lo dice la legge, lo impone il buon senso», prevede anche che un bus circoli in tutta Italia, in 40 tappe, portando un messaggio educativo a genitori e ragazzi, e consegnando a 35.000 tabaccherie materiale informativo sugli scopi della campagna e sui danni causati dal fumo, soprattutto nei più giovani. Le prime tappe romane del bus saranno oggi, 5 maggio, in piazza della Repubblica, e domani in via Rigamonti, al centro commerciale I Granai. Si tornerà nella capitale il 18 giugno, al parcheggio Ikea di via Anagnina, e di nuovo il 24 giugno, in piazza Risorgimento, per la tappa conclusiva della campagna. Il 23 giugno ci sarà invece un’ulteriore sosta nel Lazio all’Outlet di Valmontone. Per pubblicizzare ulteriormente l’iniziativa è stato inaugurato il sito internet www.noinondobbiamofumare.it. La campagna del Moige verrà supportata anche dalle due grandi aziende Philip Morris Italia e British American Tobacco Italia.
Tornando ai dati rilevati da Swg, colpisce il fatto che quasi tutti i genitori del Lazio interpellati (il 95 per cento) sappiano quali danni siano causati dal fumo tra gli adolescenti. E molti di loro (87 per cento) sanno che prima si inizia a fumare, maggiore è la dipendenza. Il 43 per cento dei genitori dialoga regolarmente con i figli a proposito del problema fumo, mentre il 49 lo fa solo qualche volta. L’81 per cento ha spiegato ai propri figli le conseguenze del fumo sui giovani, il 18 ha chiaramente vietato di fumare, mentre il 35 per cento ha invitato a non farlo di nascosto. Quest’ultima è una prerogativa dei genitori del centro Italia.
Nonostante il comportamento costruttivo degli adulti, i ragazzi continuano però a fumare: il 35 per cento dei genitori del Lazio sa che il proprio figlio fuma, più o meno intensamente. La Swg sottolinea che la percentuale di ragazzi che fumano aumenta nelle famiglie con genitori fumatori, mentre è bassissima in quella con adulti senza vizio del fumo.
«La nostra campagna - spiega Maria Rita Munizzi, presidente del Moige - è un’operazione culturale per informare i genitori non solo sui danni del fumo, ma anche sul fatto che esiste una legge e che è importante rispettarla».