Via divise e termini tecnici Così un Muftì reinventa le regole del calcio

Il calcio è uno sport occidentale, che ha bisogno di essere riformato. Così il muftì Al-Najdi scaglia la fatwa, cercando di eliminare il calcio tradizionale dall'Arabia Saudita

Il calcio? Uno sport troppo occidentale per essere giocato dagli arabi. Creato da infedeli, commentato con termini infedeli e giocato con regole altrettanto da infedeli, non è certo adatto all'Arabia Saudita. Tanto che qualcuno ne propone l'eliminazione, a favore di una versione riveduta e corretta, non si quanto in meglio.

A lanciare il monito, la fatwa, l'editto religioso che si scaglia contro l'occidentalissimo calcio è il muftì Al-Najdi. Le idee su come rendere il gioco più "arabofilo" il muftì le ha ben chiare. Bisogna evitare di giocare a calcio come ce l'hanno insegnato anni di tradizione, perché gioco da infedeli, creato dagli ebrei, dai cristiani, dalla Russia e la Francia, dagli Stati Uniti. E se proprio non si potesse eliminare il calcio in toto, perché, a quanto pare, anche agli arabi non dispiace, allora sono le regole a dover essere riformate.

Prima di tutto via la terminologia di settore. E quindi niente più "fallo", niente più "rigore" o "corner". Tutti termini troppo occidentali per poter essere utilizzati. Ma via anche gli undici giocatori, per non doversi conformare a quanto si fa nel resto del mondo, quello non musulmano. Che i giocatori siano, dunque, più o meno di undici. Parola di muftì.

E per quanto riguarda gli abiti, anche qui qualcosa dovrà cambiare, se il calcio vuole sopravvivere all'Arabia Saudita. Le divise non sono adatte. Non ai giovani musulmani, che dovranno farne a meno e giocare in abiti civili. O quanto meno giocare di notte, se proprio alle divise non vogliono rinunciarci.

Ma se non bastassero le riforme sulle divise, sui termini, ecco arrivare anche il veto sull'esultanza. "Se qualcuno segna un goal, non bisogna correre verso di lui e abbracciarlo o baciarlo, nè gioire perché questo è quello che fanno gli americani e i francesi. Insomma, non avete bisogno di queste cose perchè il vostro goal è chiaro", dice Al-Najdi. Nella sua visione delle cose evidentemente molto meglio una compostissima reazione di giubilo e un ritorno alla propria posizione in campo. Niente esultanze scomposte, niente corsette verso la panchina.

Anche se. Perché anche le sorti della panchina, se la fatwa dovesse diventare qualcosa di più di un vaneggiamento, sono molto incerte. Non devono esserci riserve, ma semplicemente cambi di ruolo quando i giocatori si sentissero troppo stanchi per continuare. Un cambiamento che - d'altronde come tutti gli altri elencati - sembra solo un tentativo di taroccare il calcio, per renderlo Islam-friendly.