La dolce Mianne «Io, transex salvata dal golf»

Maria Pia Gennaro

da Roma

Le lunghe gambe abbronzate, la bionda coda di cavallo, la visiera a proteggere il volto dal sole, Mianne Bagger entra a pieno merito nella «top 20» delle bellezze in campo nel Bmw Ladies Italian Open che si sta svolgendo allo Sheraton Golf Parco de’ Medici a Roma. Per Mianne, danese trentottenne cresciuta fra Inghilterra e Australia, è la seconda apparizione in Italia. Fino a qui nulla di strano, ma Mianne è un transessuale, diventato donna nel 1995 dopo l’operazione di gonadectomia.
A otto anni scopre il golf nel suo paese e gioca fino al 1992, quando lascia a 4 di handicap. Ricomincia a giocare sei anni dopo, come dilettante. Ottiene alcuni successi ma, passata pro nell’agosto 2003, incontra le prime difficoltà: sia il Tour Usa che quello asiatico vietano la partecipazione a chi ha cambiato sesso. Torna in Danimarca, dove viene accolta dalla Federazione locale, e riesce a gareggiare nel Tour svedese iniziando la sua battaglia per competere con le rappresentanti del suo sesso. Quando, nel settembre del 2004, le viene comunicato che il Ladies European Tour si era adeguato al Comitato olimpico internazionale, che aveva rivisto la norma riguardante le «donne alla nascita», la sua vita cambia.
«Giocare con le professioniste per me vuole dire aver realizzato il mio sogno da bambino. Ho venduto tutto ciò che possedevo in Australia per finanziarmi, ma mi sento ricca». Con la mentalità aperta tipica del suo paese la sua decisione è stata accettata e sostenuta pienamente dal padre (guida turistica e autista di autobus in Australia) e dalla madre. «Ho sofferto moltissimo sin dall’età di 12 anni, fino a che non ho deciso per l’intervento». Non ha avuto problemi con le colleghe? «Ho molte amiche tra le giocatrici, anche italiane, mi hanno accolto benissimo e sinora nessuno mi ha detto niente». Il suo caso ha fatto storia. «Sono stupita del clamore che suscito, ma nel momento in cui ho deciso di farmi operare sapevo che avrei potuto essere oggetto di curiosità, discriminazione, anche violenza. C’è chi ha pensato che abbia deciso di cambiare sesso solo per vincere sul circuito femminile di golf. Non ha capito nulla e non si rende conto della grande battaglia quotidiana che sono costretta ad affrontare».
La dolce Miane è anche molto determinata e non teme di affrontare un tema scottante. «Noi siamo fra le minoranze più discriminate al mondo e dobbiamo sempre lottare anche per i diritti basilari e per avere i privilegi garantiti alle persone normali. Cercare di spiegare perché prendiamo certe decisioni è impossibile. Sarebbe come far capire perché una persona nasce mancina o destrorsa. Mi sono salvata grazie all’operazione e grazie al golf. Sa che oggi ho giocato con una tedesca che tirava il drive 40 metri più lontano di me? Non è fair umiliare così una signora».