Le dolci colline dell’orrore

«I eri mattina Livio Panerai, macellaio di 44 anni, si è ucciso con una fucilata in bocca nei pressi dell’abbazia di Monte Scalari. Mancavano pochi minuti alle sette, quando un cacciatore si è trovato davanti il corpo senza vita del macellaio, con la doppietta ancora tra le mani. La signora Cesira Batacchi, sposata con Panerai da 19 anni, non sa spiegarsi il gesto estremo del marito, che come ogni domenica era uscito prima dell’alba per andare a caccia sulle colline di Cintoia. Nessuna preoccupazione aleggiava sopra la testa di Livio Panerai. Gran lavoratore, sempre allegro, amato dai suoi clienti, conduceva una vita senza ombre. Gli abitanti della Panca parlano di “colline dell’orrore”. Non solo questi luoghi furono teatro di atroci eccidi nazisti avvenuti a Pian d'Albero e nelle zone circostanti, ma a quanto sembra l'orrore continua: il macellaio suicida è stato trovato non lontano dal luogo dove qualche mese fa venne rinvenuto il corpo senza vita di Giacomo Pellissari, il ragazzino stuprato e ucciso il cui assassino non è mai stato trovato... »
Bordelli chiuse il giornale e lo lasciò cadere sul tavolo. Rimase immobile a fissare il vuoto, con aria pensierosa. La vita era strana, a volte. Quando meno te lo aspettavi riusciva a sorprenderti. Il macellaio suicida. Solo lui e Piras sapevano che razza di bestia era Livio Panerai. Un nostalgico fascista, stupratore di bambini, un assassino... Si alzò con un sospiro. Strappò la terza pagina della Nazione, l’accartocciò comprimendola con le mani fino a farne una palla e andò a gettarla tra gli alari. (...) Aveva fatto bene a comprare quella grande casa. Compreso nel prezzo c’era anche un ettaro di terreno incolto con un centinaio di olivi abbandonati. La vista si perdeva lontano, abbracciando lo sfondo di un dipinto di Leonardo.
E pensare che alla fine dei conti gli erano avanzati diversi milioni. Dopo l’alluvione gli appartamenti dal terzo piano in su erano diventati molto più cari. Invece la campagna non la voleva più nessuno. La campagna era l’orrore.