Dolomites Skyrace, fa tappa in Italia la challenge mondiale di skyrunning

Si gareggerà in Val di Fassa, da Canazei fino al Piz Boè, ben oltre i 3.000 metri di quota

È ufficiale, per il terzo anno consecutivo la Dolomites Skyrace sarà una delle otto gare al mondo scelte per assegnare il titolo iridato di skyrunning. Così, ancora una volta, le Dolomiti della Val di Fassa ed un percorso tra i più belli sulla scena mondiale saranno teatro di una delle più avvincenti sfide tra le gare in alta quota.
Lo skyrunning è una delle varie discipline degli "sky sports" che si svolgono rigorosamente «over 2000 mt.», ma il campionato del mondo obbliga i partecipanti a salire oltre i 3.000 metri di quota. E sarà così anche domenica 23 luglio, visto che la Dolomites Skyrace "scollina" sul Piz Boè a 3.150 metri, dove il panorama toglie letteralmente il fiato. La gara della Val di Fassa è riservata agli specialisti e ad atleti ben allenati, ed impone un percorso di 22 chilometri che dopo la partenza da Canazei si porta rapidamente in altura, fino al Passo Pordoi a 2.239 metri. Un tratto di sei chilometri che per gli sky-runner è solo "di riscaldamento": la gara vera e propria, per loro, si sviluppa infatti dal ripido canalone che sale dal passo fino alla Forcella Pordoi (2829 m.), un erto sentiero a zig zag nel conoide di ghiaia. Dalla Forcella i concorrenti iniziano una salita ancora più massacrante, con l’arrivo al Piz Boè (3152 metri), un tratto che presenta caratteristiche paragonabili più ad un’arrampicata. Da quel punto si sviluppa la seconda parte del tracciato, tutto costantemente in discesa vorticosa: prima tra canaloni di rocce appuntite, quindi dal Rifugio Boè si butta a capofitto lungo la selvaggia Val Lasties, con tratti severissimi che spesso hanno deciso la classifica, e dove i più arditi sono riusciti a guadagnare distacchi poi incolmabili nell’approssimarsi al traguardo di Canazei.
«Come toccare il cielo con un dito...». Questa l'incredibile sensazione che provano gli sky runners quando raggiungono cime che superano anche i 4000 metri davanti a scenari e vedute che nemmeno si possono descrivere. Lo skyrunning infatti è una disciplina che trasmette una libertà assoluta, dove il legame e il senso di appartenenza con la natura diventano aspetti di primo piano, dove l'uomo si mette alla prova con se stesso, in una «lotta con la natura» basata sul rispetto delle sue regole. Da sempre l’uomo è stato attratto da questo modo di vivere la montagna e bene lo testimoniano le cifre raccolte in questi anni che stimano che nel mondo più di 10.000 atleti hanno corso oltre i 4000 metri. E fu proprio grazie a questa passione che nel 1933 si svolse la prima gara ufficiale (sui 4000 m.), ma per la precisione fu una competizione di scialpinismo, il famoso e apprezzato Trofeo Mezzalama. Il crescente successo nei confronti dello skyrunning è stato sancito inoltre dal primo campionato del mondo nel 1998, che vide la partecipazione di 16 nazioni. Oggi il calendario FSA - Federation for Sport at Altitude - conta più di 50 gare.
Ma parlare di skyrunning è generico: questo sport può infatti essere diviso in tre "categorie", a seconda del livello di difficoltà e delle caratteristiche dei percorsi in cui si pratica. Si parla quindi di SkyMarathon, gara di corsa che raggiunge i 4.000 metri di quota con una distanza approssimativa fra la mezza e la maratona classica, di SkyRace, gara molto simile ma sotto i 4.000 metri di quota, e per finire, di Vertical Kilometer, una gara tutta salita con un dislivello di 1000 metri a pendenza elevata, che copre "tracciati" tra i tre e i cinque chilometri.
Oggi le competizioni sono inserite nel Buff® Skyrunner® World Series, il circuito del Campionato del Mondo, otto gare del Challenge che si svolgono in sette diverse nazioni. Questa stagione il calendario di gara vede l'Europa in primo piano, con ben cinque delle otto gare in programma nel vecchio continente. È partito in maggio dal Messico (Chico - Hidalgo), per poi giungere in Spagna, nei Paesi Baschi (Guipuzcoa). Quindi c’è stata la tappa mista italo-svizzera (11 giugno) di Valmalenco-Valposchiavo. Da qui gli atleti sono volati in Giappone a Nagano, per tornare sulle Dolomiti della Val di Fassa (Tn) che ospiteranno il 23 luglio la decima edizione della Dolomites Skyrace, poi nuovamente nelle penisola iberica ma questa volta in Andorra. L'Italia nel 2006 la fa da padrona e anche la penultima tappa sarà ospitata nel nostro Paese, in provincia di Lecco (11 settembre), da dove gli skyrunners "mondiali" si sposteranno per affrontare l'ultima fatica, l'ascesa al monte Kinabalu (Borneo) in Malesia. Lo scorso anno il Campionato del Mondo invece è stato appannaggio dell’inglese Rob Jebb e della francese Favre. Info: www.dolomiteskyrace.com