Domani agenzie in sciopero

Protesta contro l’ipotesi di allargamento della rete voluta dai Monopoli

Filippo Grassia

Il segno positivo continua a caratterizzare il mercato delle scommesse sportive che nel 2004 ha raccolto 1,3 miliardi di euro e, nei primi quattro mesi di quest’anno, è già arrivato a un movimento di 518 milioni di euro con un incremento di oltre l’8%. Questa la distribuzione fra i vari provider secondo una indagine condotta da Agicos: 1) Snai 342,8 milioni di euro (66,11%), 2) Toto2000 62,6 milioni (12,08%), 3) Match Point 45,5 milioni (8,79%), 4) Pianeta Scommesse 25,7 milioni (4,96%), 5) Toto Carovigno 25,1 milioni (4,84%), 6) Gruppo Core 7,9 milioni (1,53%), 7) Microgame 5,7 milioni (1,12%), 8) Punto Betting 2,9 milioni (0,58%). Il calcio continua ad essere lo sport più battuto dagli scommettitori con una quota del 94%, seguito da basket (3,5%), tennis (1,3%) e volley (0,5%).
A dispetto di questa realtà, le agenzie chiuderanno domani i battenti in segno di protesta contro l’ipotesi di allargamento della rete voluta dai Monopoli di Stato. A fungere da battistrada, è la Snai che ha messo a disposizione dei suoi associati un pacchetto di 15 giorni di sciopero. Nel comunicato della società toscana si legge: «Questo sindacato è memore delle gravissime problematiche sorte con l'emanazione nel 1999 del primo bando di allargamento della rete, le cui conseguenze si sono trascinate fino a tutto il 2003 e che hanno richiesto svariati interventi del Parlamento, del Governo e di Aams, fino all'emanazione di una apposita legge (200/2003) per ristabilire le corrette condizioni economiche per i concessionari. Già allora il bando fu contestato perché poteva produrre solo risultati negativi: cannibalizzazione delle risorse economiche dei concessionari, illusorio aumento della raccolta complessiva, creazione di aziende destinate a non brillanti risultati economici. L'attuale bando, per quanto poco è dato saperne, produrrà le stesse problematiche, tenendo conto che l'attuale rete è già oggetto di sostanziale allargamento dei punti di raccolta, derivante dall'interpretazione data da Aams alle norme sul gioco telematico, che di fatto permette ad ogni singolo concessionario di poter operare sull'intero territorio nazionale. Ci si chiede pertanto le ragioni di un ulteriore allargamento della rete quando negli ultimi due anni oltre 400 aziende concessionarie (fra ippiche e sportive) hanno dovuto chiudere per la scarsa ricettività della domanda di scommessa». È totale anche l’adesione di Sagisport. Il suo presidente Massimo Passamonti afferma, fra l’altro, che uno sviluppo equilibrato del settore passa solo attraverso una forte collaborazione tra le parti in causa e ribadisce che le condizioni accettate dai concessionari, sulla base della legge 200/2003, benché onerose, erano state sottoscritte in previsione di un mantenimento dell’attuale situazione fino al 2011. In altre parole i concessionari, che a suo tempo investirono somme enormi per rispondere alle richieste del bando, chiedono all’Aams di limitare l’allargamento della rete ai comuni privi di agenzie lasciando inalterata la situazione nelle zone già coperte. Altrimenti la già ridotta redditività, che serve a pagare i pregressi ammortamenti e onorare i debiti spalmati fino al 2011 da un apposito provvedimento legislativo, andrà a farsi benedire. Con conseguenze esiziali per tutto il comparto. Da tutelare anche la quota di mercato in relazione a tutto il mercato dei giochi, non solo a quello delle scommesse o del lotto o del gratta e vinci.

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