Domani il derby tra Inter e Milan a Pechino Intervista doppia ai veterani Maldini e Bergomi

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I due presenzialisti del derby tutto milanese sono divisi dal tifo, ma concordano sull'analisi della situazione. Il Milan? &quot;Ancora non è pronto alla Champions League&quot;. E l'Inter è da completare. &quot;Troppe le assenze e le voci sugli addii&quot;
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I presenzialisti dei derby sono loro: Paolo Maldini, 56 presenze in rossonero e Giuseppe Bergomi, 44 tra i nerazzurri (ma ancora per poco perchè Javier Zanetti sta arrivando a tiro) e nessuno meglio di loro può parlare di questa stracittadina dell’altro mondo.

Partiamo col botto: chi vince questa Supercoppa dell’altro mondo?
Maldini: «Dico e tifo Milan, però con un po’ di timore perché sappiamo come va a finire chi parte da favorito».
Bergomi: «E’difficile ma l’Inter può farcela. Non è facile affrontare una partita così importante a inizio stagione, dipende se la preparazione è finalizzata alla Supercoppa o al campionato».

Più forte il Milan o l’Inter?
M: «I rossoneri nello scorso campionato hanno dimostrato di essere i migliori, sono arrivati primi e poi non hanno cambiato allenatore: un gran vantaggio».
B: «Sono sullo stesso livello, anche se al Milan manca ancora Mister X. Poi dipende da cosa vuol fare l’Inter, se dannarsi l’anima per questo trofeo oppure no. Certo che è dimostrato che chi ha Ibrahimovic ha qualcosa in più. Ma i nerazzurri hanno Eto’o e Sneijder».

Caratteristiche di Milan e Inter.
M: «I miei ex compagni hanno un buon gioco difensivo, pressing e forza fisica a centrocampo e svariate soluzioni offensive».
B: «Non so se l’Inter giocherà col 4-3-3, ma importante sarà la velocità degli attaccanti, Eto’o in particolare e peccato non ci sia Milito, ecco perché la sorpresa potrebbe essere Sneijder. Il Milan è più forte centralmente, da Thiago Silva a Ibra e i nerazzurri dovranno sfruttare le corsie esterne per metterlo in difficoltà».

Che senso ha giocare un derby in Cina, con il caldo-umido di agosto?
M:
«Ogni anno c’è qualche situazione strana, non c’è più da sorprendersi. È solo business, la Lega e le società vogliono far soldi. Non so quanto possa interessare al pubblico cinese. D’altronde anche il Barcellona va in Usa e il Real Madrid gira la Cina perché così vogliono gli sponsor».
B: «Nient’altro che business perché non ci sono altre motivazioni. Stress fisico, questo calcio è malato. Peccato però non giocare questo derby al Meazza».

Chi toglierebbe agli avversari?
M:
«Eto’o fa paura con la sua classe e i suoi guizzi».
B: «Ibrahimovic, magari non ci fosse!».

Peseranno le assenze di Maicon, Lucio, Cambiasso e Milito?
M:
«Tanto. Per i brasiliani il Milan ha fatto una scelta diversa, giocheranno e andranno in vacanza dopo, perché staccare un po’ è necessario».
B: «Tutte e sono pesantissime perché sono giocatori fondamentali. Se l’Inter ritiene che la Supercoppa non sia un obiettivo importante, è giusto non averli chiamati e fatti riposare per campionato e Champions».

Cosa manca alla sua ex squadra?
M: «Per il campionato va bene così. Per la Champions c’è ancora troppa distanza con le altre e poi non ci sarà più la regia e l’ordine che dava Pirlo».
B: «Un centrocampista giovane di spessore, alla Gerrard. Casemiro va bene per il futuro, non per l’immediato».

Cosa si aspetta dal mercato?
M:
«Entro fine agosto mi aspetto un botto, perché se l’obiettivo è la Champions, allora questo Milan non è ancora all’altezza».
B: «Ripeto, un centrocampista giovane e poi che restino Sneijder, Maicon e Eto’o. Dipenderà anche molto dal 3-4-3 di Gasperini, perché l’Inter deve saper giocare con intensità come la squadra di Mourinho».

Parere spassionato e non interessato su Allegri e Gasperini.
M:
«Massimiliano ha dimostrato di avere carattere, idee e personalità».
B: «Gasperini è un buon allenatore, ha personalità e non è facile guidare questo gruppo nel dopo Mourinho. Ecco perché è indispensabile che la società lo difenda nei momenti difficili, soprattutto se domani dovesse perdere col Milan. Era stato fatto bene con Leonardo, male con Benitez».

Un ricordo bello e uno brutto di un suo derby.
M:
«Quello di Champions quando siamo andati in finale e abbiamo vinto con la Juventus. Brutto invece quello perso 2-1 quando siamo tornati da Yokohama campioni del mondo, con la curva rossonera che non tifava».
B: «Un mio cross con gol di Serena nel dicembre 1988 quando vincemmo lo scudetto. Pessimo quello perso 2-0 con gol di Gullit e Virdis».

Rientrerete nella vostra società del cuore?
M:
«Per ora sto alla finestra, in società è arrivata Barbara, si vedrà».
B: «Continuo a commentare per Sky e allenerò la Berretti dell’Atalanta perché credo nel progetto di Percassi».