Donadoni ha tolto la penale dal contratto

L’accordo con la Figc prevedeva il rinnovo automatico in caso di semifinale: il tecnico non ha voluto i 500mila euro di buonuscita che gli erano stati offerti. L’esonero sarà ufficializzato venerdì

Roberto Donadoni è rimasto a Milano, Marcello Lippi è tornato da Capraia a Viareggio. Sono entrambi in attesa di una telefonata: a uno allungherà la vita, all’altro accorcerà la carriera azzurra. Più breve e meno complicato il colloquio col Ct in carica fino alla sfida con la Spagna: il bergamasco è consapevole del suo destino anticipato dai giornali. Esonero immediato in forza del famoso rinnovo contrattuale del quale emergono due particolari inediti: la riconferma sarebbe stata automatica in caso di raggiungimento della semifinale, la penale a favore di Donadoni (determinata in 500mila euro) in caso di rescissione da parte della federcalcio fu cancellata dall’interessato all’atto della stesura e della firma avvenuta in Austria, due settimane dopo la pubblicazione delle convocazioni, il 20 maggio.

Appena più complicato il negoziato per riportare sulla panchina azzurra Lippi e non solo per le dimensioni economiche del contratto e la mano libera sullo staff (Ciro Ferrara lascerà la Juve per ricongiungersi con lui in azzurro) da mettere insieme: si discute in queste ore anche della durata dell’intesa. Di qui la scansione dei tempi: venerdì l’addio, gratis, a Donadoni; lunedì l’annuncio del presidente federale Abete per battezzare la seconda era di Marcello Lippi da presentare a Roma 24 o 48 ore dopo. Il piano del viareggino per rilanciare il club Italia non tradirà le sue convinzioni né le sue abitudini. Il primo comandamento sarà: nessuna rivoluzione. «Chi lo conosce può escluderlo in modo categorico» fanno sapere i suoi collaboratori storici. Il varo, fissato in costa Azzurra, a Nizza, il 20 agosto (amichevole contro l’Austria) segnerà un passaggio indolore verso il prossimo biennio. Seconda motivazione della linea della continuità: «La maggioranza del gruppo ha lavorato, benissimo, con Lippi a Duisburg». C’è reciproca stima e sintonia assoluta sui metodi di lavoro.

Ne faranno parte perciò i leader carismatici, da Buffon a Cannavaro che si è detto disponibile a proseguire, oltre che i pilastri dell’Italia mondiale, Gattuso e Pirlo per citare due dei nomi più discussi dopo il rovescio contro l’Olanda a Berna. Scontate alcune mosse: come il rilancio di Barzagli, per esempio. Con lui ha giocato poco ma è stato sempre convocato, con Donadoni ha giocato puntualmente ma alla prima prova sbiadita è finito ai margini. In questo Lippi marcherà la differenza. La novità, la più attesa, l’inserimento in pianta stabile di giovanotti di grande futuro, procederà gradualmente nel tempo. Partendo dal plotoncino portato a Baden. Chiellini debuttò in azzurro con Lippi. Anzi, proprio quella scelta gli provocò un mal di pancia: il merito fu attribuito al figlio Davide, agente della Gea, e non invece al fiuto del tecnico. Con Chiellini, Aquilani e l’aggiunta di Montolivo il ct può andare sul sicuro ma è su Cassano che misureremo il nuovo corso. A Donadoni è riuscita l’impresa di domare cavallo pazzo, Lippi vuole ritagliarsi quella più ardita di trasformarlo in un giocatore di statura internazionale. Sul suo taccuino sono già state annotate le prime testimonianze dirette sul comportamento virtuoso in Austria del barese. Lanzafame è un nome da tenere d’occhio.

Il nodo della prossima Italia sarà quello del centravanti. Lippi ripartirà da Toni, terrà Borriello in disparte, proverà a rilanciare Gilardino, chiederà informazioni su Amauri. Di sicuro non ha mai pensato al ritorno di Totti, impraticabile per i prossimi 6 mesi (questione di salute), né ha parlato con l’interessato. Marcello può risultare lusingato dall’idea che il suo ritorno galvanizzi l’ambiente. Anzi, conta su questo effetto per rilucidare la quarta stelletta della Nazionale.