Donna, la maternità ti fa più forte

A mmirazione. È stato questo il primo sentimento che ho provato domenica sera alla notizia del nuovo titolo mondiale vinto da Valentina Vezzali. Pena. Questo invece quello che ho provato ieri mattina vedendo che tutti i giornali avevano dedicato all’impresa grandi titoli in prima pagina, con articoli di firme prestigiose.
Pena non per Valentina, ovvio, ma per tutte quelle mamme che come lei hanno partorito quattro mesi fa e che nonostante i sacrifici, l’impegno, la fatica e le levatacce notturne, per le loro grandi vittorie non riceveranno mai lodi planetarie né avranno mai un titolo in prima pagina. Morale: fare sport, vivere per lo sport è una bella fortuna. Un privilegio raro.
Valentina Vezzali con la sua nuova vittoria ha promosso nel modo migliore la pratica dello sport. Ha lanciato un messaggio fantastico alle neo mamme che, fatto un figlio, rinunciano a tutto lamentandosi di quanto la vita cambi dopo il parto, di quanto manchi il tempo per fare qualunque cosa, di quanto un figlio assorba ogni energia, ogni istante della nuova esistenza.
Tutto vero, verissimo anzi, provato anche sulla mia pelle. Ma quando c’è un obiettivo da raggiungere, nemmeno la maternità può fermare una donna che ha la volontà di non farsi annullare da un figlio. Vale per lo sport, ma vale anche per il lavoro. Valentina Vezzali è una atleta-mamma campionessa, ma il mondo è pieno di manager, dirigenti, impiegate, operaie-mamme campionesse. E sono convinta che i loro risultati nel lavoro abbiano lo stesso immenso valore quotidiano dell’ennesima stoccata vincente di domenica sera.
L’importante è che le superdonne del mondo di oggi non mettano mai in secondo piano il loro ruolo di madri. Non rassegnate, ma piene di vita e di energie da dedicare a se stesse e soprattutto alle proprie creature, perchè i bambini crescono in fretta e certe gioie che si provano con loro non le può dare neppure il titolo mondiale più prestigioso.