Doppi riflettori sulla politica: come pensiero e come scienza

Escono in due volumi gli insegnamenti di Gianfranco Miglio, ideologo e senatore della Lega, che è stato per quasi trent'anni, preside di Scienze politiche all'università Cattolica e docente di dottrine politiche. Un contributo imprescindibile per appassionati e studenti

La storia del pensiero politico si arricchisce di un contributo importantissimo costituito dalle «Lezioni di politica» (Il Mulino, 1^ vol, pp. 347, euro 27 - 2^ vol., pp. 512, euro 33), opera di Gianfranco Miglio, noto per essere stato l'ideologo della Lega Lombarda a metà degli anni Ottanta, ma ancora più importante come docente universitario e preside della facoltà di Scienze politiche alla Cattolica di Milano dal 1959 al 1988, nonché senatore della Repubblica dal 1992 al 2001, anno della sua morte avvenuta il 10 agosto. Ebbene la casa editrice bolognese che da anni dedica ampio spazio della sua attività editoriale a iniziative di alto livello, pensate anche per essere inserite nei programmi d'esame universitari, completa un modo di esaminare questa importantissima e appassionante materia. Il Mulino infatti ha già dedicato alla storia del pensiero politico il testo di Jean Jacques Chevallier, per decenni una colonna nella parte manualistica di Storia delle dottrine politiche.
Oggi il panorama si arricchisce di questo doppio testo di Miglio che, come anticipato, completa i lineamenti generali della materia. Se infatti Chevallier aveva mostrato l'evoluzione del pensiero politico dal Cinquecento ad oggi, attraverso gli uomini cardine che hanno impresso a questa disciplina un contributo tale da collegarsi al predecessore, innovandone in parte o in tutto i teoremi, nella pagine di Miglio si affrontano in chiave storica i momenti in cui il pensiero politico ha assunto una fisionomia diversa. La trattazione insomma è storica e affronta temi e periodi lasciati scoperti da Chevallier, ad esempio l'antichità e il Trecento. Conclude invece con Marx e i marxisti pagando in termini di estensione (con digressioni succinte si danno già per acquisite maggiori informazioni) lo spazio dedicato ai vari autori.
Tuttavia, se l'apparente concisione della materia trattata rischia di apparire come un lato vulnerabile dell'opera di Miglio, la critica rientra grazie alla presenza del secondo volume che completa in modo esauriente lo sviluppo del primo tomo. Mentre uno è infatti dedicato alla «Storia delle dottrine politiche», il secondo è imperniato sulla «Scienza della politica» e integra in maniera uniforme le riflessioni portate nella prima parte in quanto l'ossatura del libro non è più costituita dagli autori che si sono espressi in tema di scienza della politica, quanto invece argomenti e istituzioni sulle quali si reggono le varie teorizzazioni.