Doppio prezzo per la quarta tranche di Enel

Richiesta tripla rispetto all’offerta. Aumentato il quantitativo a disposizione dei privati. Per assegnare i titoli si procederà al sorteggio

Paolo Stefanato

da Milano

Il collocamento della quarta tranche di azioni Enel - che con un valore di 4,1 miliardi è il più grande dell’anno a livello mondiale - fa il pieno di richieste e per la prima volta nella storia della privatizzazione del gruppo ai risparmiatori non viene garantita l’assegnazione del lotto minimo di azioni richiesto, 500 titoli. Un successo che ha spinto il Tesoro a fissare un doppio prezzo, lasciando invariato quello per i risparmiatori (7,07 euro) ma aumentando a 7,18 quello per gli investitori istituzionali.
Ieri i risultati dell’operazione sono stati illustrati al ministero dell’Economia, e il ministro Siniscalco ha ribadito che il ricco controvalore incassato dal Tesoro andrà a riduzione del debito pubblico. Complessivamente, dalla vendita di azioni Enel il Tesoro ha incassato negli ultimi sei anni 30,2 miliardi di euro; il gruppo elettrico è al primo posto nella graduatoria delle privatizzazioni italiane, superando i 24,2 miliardi ottenuti dai cinque collocamenti Eni.
Come già in occasione di Enel-3, la richiesta complessiva di titoli nell’ambito dell’offerta globale (destinata agli istituzionali e al retail) è stata tripla rispetto ai quantitativi disponibili. I piccoli risparmiatori hanno richiesto 611 milioni di azioni, più di sei volte rispetto al quantitativo offerto (cento milioni). E nonostante il quantitativo a disposizione della clientela retail sia stato aumentato fino a 250 milioni (quota pari a quella riservata agli istituzionali), per l’assegnazione di titoli si dovrà procedere con il sorteggio.
In particolare, l’86,5% di coloro che avevano chiesto un lotto minimo e che non erano azionisti Enel verrà soddisfatto, mentre fra i già azionisti la richiesta verrà esaudita per il 65%. Solo le richieste dei dipendenti saranno soddisfatte al 100%. Come ha sottolineato l’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, «sono ormai ben un quarto del totale le famiglie italiane che possiedono azioni Enel».
Per la prima volta dagli anni Novanta (il caso fu Bnl), la richiesta è stata tale da giustificare un doppio prezzo. Anche nel caso di collocamenti Eni e Telecom c’era stato un doppio prezzo, ma allora si era trattato di uno sconto per i risparmiatori, e non di maggiorazione per gli istituzionali. Da osservare che il rendimento delle azioni acquistate al collocamento, se il prezzo di Borsa manterrà i livelli attuali, potrà essere molto elevato grazie ai previsti «premi fedeltà» in azioni: è stato calcolato che potrà raggiungere il 13% su base annua. Dopo la consegna e il pagamento dei titoli assegnati (il 7 luglio) chi avrà conservato ininterrottamente le azioni per almeno 12 mesi beneficerà infatti della bonus share, cioè di cinque azioni gratis ogni cento. Beneficio che salirà al 7% (7 azioni gratuite ogni cento) per chi riceverà un pacchetto di Enel4 ma non aveva partecipato all’offerta della terza tranche.
Venerdì in Borsa Enel ha segnato un prezzo di riferimento di 7,23 euro.