Dorotea Chávez Orozco

Nacque nel 1867 in Messico, a Cotijca (stato di Michoacán), ultima di quattro figli. La sua famiglia si stabilì a Guadalajara. Il quartiere in cui Dorotea viveva aveva un piccolo ospedale creato dal parroco e affidato alla San Vincenzo. Qui lei dovette ricoverarsi per una pleurite e qui concepì la sua vocazione. Nel 1892 si trasferì nell'ospedale con le altre infermiere che avevano deciso di vivere in comune. Nel 1902 il gruppo ottenne dall'arcivescovo il permesso di costituirsi in istituto religioso, la Serve dei Poveri, che in seguito si chiamarono Siervas de la S.ma Trinidad y de los Pobres. Nel 1907 Dorotea divenne direttrice dell'ospedale e nel 1910 prese i voti col nome di suor Maria Vincenza di Santa Dorotea. Nello stesso anno aprì la sede staccata di Zapotlán el Grande. Nel 1913 venne eletta superiora generale. Nel 1914 scoppiò la solita rivoluzione e la persecuzione anticattolica. Le truppe di Carranza si piazzarono nella cattedrale di Guadalajara, uccidendo preti e frati (due suore della Chávez Orozco furono bruciate). Gli ospedali delle Serve dei Poveri vennero requisiti (ma, mica scemi, lasciarono le suore al loro posto di infermiere). Venne il 1926 e un direttore «laico», il quale impose all'ospedale un regolamento che di fatto confliggeva con la regola religiosa. La Chávez Orozco si dimise e non tornò fino a quando il regolamento non venne modificato. Nel 1934 la Santa Sede permise alle suore di espandersi anche oltre la diocesi e in breve il Messico fu pieno di nuovi ospizi, ospedali e cliniche. La Chávez Orozco morì, ormai quasi cieca, nel 1949.