Doroteo il Giovane

Questo nome oggi lo si trova abbastanza diffuso nella sua versione femminile, Dorotea, sebbene le sante che lo portavano sono solo tre. Invece, i santi di nome Doroteo sono otto, ed è per questo che quello di oggi va distinto con un aggettivo. Doroteo il Giovane è così detto per non confonderlo con s. Doroteo di Gaza, monaco e scrittore ascetico che visse nel VI secolo. Doroteo il Giovane visse cinque secoli dopo. Era nato in una famiglia patrizia di Trebisonda e da sempre aveva avuto il pallino della vita contemplativa, tanto che verso i dodici anni scappò da casa e se ne andò nella provincia del Ponto, ad Amisos, dove riuscì a farsi monaco nel monastero intitolato alla Natività. Qui, dopo gli studi, venne ordinato sacerdote. A un certo punto ebbe una visione soprannaturale che lo invitò a fondare un altro monastero sulla collina di Kiliokomos, non lontana dal luogo in cui si trovava. Doroteo eseguì e divenne abate di quei confratelli che avevano deciso di seguirlo. Intitolò il nuovo monastero alla SS. Trinità e gli diede la regola di s. Arsenio. Per i lunghi decenni che gli restarono da vivere non ne uscì mai più. Uno dei suoi discepoli, Giovanni (poi diventato metropolita di Euchaita), ne scrisse la biografia e raccontò i tanti miracoli del suo maestro, nonché i carismi di cui era dotato. Doroteo aveva il dono della profezia, sapeva scrutare nelle coscienze e discernere gli spiriti, cioè capiva se un accadimento soprannaturale veniva dal demonio o da Dio. L'abate Doroteo era anche assistito da visioni che lo guidavano nel compiere perfettamente la volontà superna.