Il dossier della Caritas sugli immigrati a Roma: romeni sempre in testa

Con oltre 250mila stranieri residenti, romeni nettamente in testa, l’hinterland romano si piazza al primo posto per numero di immigrati in Italia. L’aumento annuale è stato di 15mila presenze, più 6,3 per cento rispetto al 2006. E nella capitale crescono anche i matrimoni misti e nuovi nati da immigrati. Lo certifica il IV Rapporto sull’Immigrazione, redatto dall’Osservatorio Romano sulle migrazioni della Caritas. Cifre piuttosto distanti dalla realtà. Che parla, invece, di presenze - romeni in primis - molto maggiori rispetto ai dati ufficiali.
Il quadro. Complessivamente nella Provincia di Roma sono 181 le comunità presenti e i primi dieci gruppi aggregano il 60% del totale, il che conferma come anche nell’area romana il policentrismo etnico è accentuato. La Romania con 62.020 residenti continua ad essere il paese con il maggior numero di presenze. Da sola ha quasi un quarto degli stranieri iscritti in anagrafe (22,3%). Tra l’altro nel corso dell’ultimo anno i romeni hanno registrato un incremento del 16,4%, triplicando le presenze rispetto al 2003. Crescite sostenute si rilevano anche per la comunità filippina, che vanta 25.285 residenti (9,1% del totale). Seguono, nella graduatoria la Polonia (16.492 iscritti), l’Albania (11.344) e il Perù (10.968). Sesto gruppo è quello del Bangladesh, cresciuto nel 2006 del 43,5%, arrivando a 9.332 presenze, seguito da Ucraina (8.613), Cina (8.144, +41,1%) ed Egitto (7.708). È quanto mai diversificata la ripartizione territoriale, come anche differisce notevolmente l’accentramento a Roma. La comunità romena è concentrata nella Capitale per il 50,6%; molto più accentuate nel capoluogo sono le comunità di Filippine (96%), Bangladesh (95%), Cina (91%), Egitto, Ecuador e Perù (tutte oltre l’80%); solo gli albanesi risiedono in maggioranza (58%) nell’hinterland. La Polonia, dopo la Capitale, ha i gruppi più consistenti a Ladispoli (673) e Pomezia (581); gli albanesi sono presenti a Mentana (345), Marino (327) e Velletri (320); il Perù ha una comunità consistente a Guidonia (207), così come il Bangladesh a Fiumicino (44). La comunità cinese, anch’essa fortemente «romanocentrica», ha in Guidonia (104) e Civitavecchia (72) altri insediamenti di rilievo. Anzio, Nettuno e Ardea accolgono il 35% dei bulgari della Provincia e le città bagnate dal Tirreno, Anzio, Nettuno, Ladispoli, Civitavecchia e Fiumicino, registrano una notevole presenza di indiani.
La scuola. Sono 25.868 gli iscritti stranieri nelle scuole della Capitale, il 65,1 per cento degli alunni non italiani iscritti in tutta la Provincia, percentuale che sale al 73,1 per cento per le secondarie di secondo grado. A Roma il 52,9% degli alunni è di origine europea, rispetto al 72,7 degli africani, all’80,8 degli americani e al 91,6 degli asiatici. Per alcuni gruppi nazionali le iscrizioni scolastiche sono più alte a Roma: filippini, bangladesci (95,6), cinesi (93,9), peruviani ed ecuadoriani (87,8 per entrambi), egiziani (84,2). Si collocano, invece, parecchio al di sotto della media i bulgari (27 per cento), gli albanesi (38,3) e i romeni (49,1).