Le doti terapeutiche delle orchidee

Già nel tardo Medioevo le orchidee erano apprezzate per le numerose doti farmacologiche e molte furono impiegate dai medici per fini terapeutici. In Europa il Cypripedium calceolus era utilizzato per combattere l'epilessia, l'Epipactis era usata per la gotta , la Neonattia veniva indicata per dolori intestinali. In Nord America il Cyrtopodium era utile per la cura delle malattie urinarie e come sedativo per quelle del sistemaa nervoso, l'Apilectrum per le malattie dei polmoni. In Messico l'Arpophillum serviva per la dissenteria, il Cyrtopodium per curare la pelle ed i polmoni a Cuba. La Spiranthes è impiegata in Cile come diuretico. La famiglia delle orchidee con oltre 28mila specie (oltre agli ibridi creati dall'uomo) è una delle più grandi e diversificate del regno vegetale: alcune piante, come la Platystele, sono alte, compreso il fiore, solo pochi millimetri, altre come il Grammatophyillum Speciosum dell'Asia tropicale arriva a pesare quasi due tonnellate, come quella esposta nel 1851 a Londra al Crystal Palace, durante la prima esposizione universale. L'orchidea più utilizzata, la Vanilla che produce frutti impiegati in pasticceria ha il primato di orchidea più lunga: è una liana che può arrivare a trenta metri di lunghezza, mentre la Sobralia è alta oltre 13 metri. Ad eccezione delle zone glaciali e dei deserti le orchideee si trovano in ogni ambiente, dall'Equatore ai margini delle zone artiche, dal livello del mare fino ai 4mila metri di altezza nelle Ande. In Italia ne abbiamo circa 200 specie
Alcuni pionieri dell'orchidofilia, come Mario Dalla Rosa, hanno fondato la Società italiana delle Orchidee (Sio), ora Associazione italiana di Orchidologia (Aio) che hanno diffuso il virus dell'orchidmania , una passione incontenibile che, in chi ne è colpito, può trasmettere grande serenità. «Quando parlo con loro e le ammiro, le accarezzo con lo, sguardo, le coccolo, lascio da parte ogni pensiero negativo e riprendo a sorridere», afferma Giancarlo Pozzi, da quarant'anni coltivatore di orchidee a Morosolo, sulle colline di Varese, alcuni suoi ibridi sono a New York al Botanical Garden. É autore del libro «Orchidee Storie e Personaggi» (lo si trova su Amazon - www.orchideria.it info@orchideria.it). Questo libro insegna a coltivare le orchidee in casa, è utile alle persone sensibili che si creano problemi quando le piante sono sfiorite. «Con poche cure ed un po' di pazienza, un fiore sboccia ed è fonte di grandi emozioni. Le piante -afferma Pozzi -sono compagne fedeli, stanno vicino con discrezione e in silenzio, un bocciolo che si apre ha la delicatezza di una carezza, aiuta a superare il grande gelo» .
Le orchidee sanno anche suscitare passioni violente. Molti aristocratici dell'epoca vittoriana furono colpiti da una «orchid fever» o «orchid delirium», al punto da organizzare spedizioni per scoprire nuove specie in Madagascar, Equador, Messico, Guatemala,Costarica, Australia. Joseph Banks (1743-1820), il primo grande mecenate di quell'epoca di esplorazioni, finanziò il viaggio triennale di James Cook con la Endeavour e lui stesso partecipò a questa spedizione assieme al botanico svedese Daniel Solander. Trovarono molte specie di orchidee e circumnavigarino, primi al mondo, l'Australia e la Nuova Zelanda.