Dove il musicofilo può scoprire cimeli «d’autore»

«Siamo aperti tutta l’estate - precisano all’ufficio informazioni del museo degli strumenti musicali - ma i nostri visitatori sono concentrati per lo più durante il periodo invernale perché sono soprattutto alunni di scuole e conservatori». Con quasi 17mila presenze nel corso del 2007 il museo di piazza Santa Croce in Gerusalemme, proprio accanto alla chiesa e raggiungibile a piedi dalla fermata San Giovanni della metro A, rappresenta una consolidata realtà nell’ampio panorama dell’offerta culturale della capitale. Inaugurato nel ’74 ha subito nel corso degli anni diversi interventi di ammodernamento che hanno potenziato il nucleo iniziale dell’eterogenea collezione privata di proprietà di Evan Gorga. Questo tenore, scelto dal compositore Giacomo Puccini e da Arturo Toscanini per interpretare Rodolfo nella prima rappresentazione della Bohème il 1 febbraio 1896 al Teatro Regio di Torino, dopo soli cinque anni di una carriera costellata di successi, decide di ritirarsi dalle scene per dedicarsi alla sua grande passione: il collezionismo, così da mettere insieme oltre 250 strumenti musicali.
L’attuale patrimonio del museo comprende un’ampia raccolta, più o meno 3000 pezzi, di cui mille esposti nelle 18 sale distribuite nei due piani dello stabile. Si tratta di una raccolta che si estende lungo un arco cronologico di oltre 2mila anni, dalla Magna Grecia al Ventesimo secolo, con opere di inestimabile valore, che collocano il museo tra le maggiori realtà mondiali del settore. In più i reperti esposti sono di varia provenienza, dall’estremo oriente ai siti archeologi dell’Etruria meridionale. Tra gli esemplari di eccezionale valore storico-artistico spiccano per rarità il pianoforte costruito da Bartolomeo Cristofori nel 1723 (uno dei tre esemplari superstiti realizzati dall’inventore di questo strumento e quello in migliore condizione), l’Arpa Barberini e il gruppo di cornamuti torti cinquecenteschi di Weier.
Le prime sale ospitano gli strumenti musicali utilizzati dai greci (lyra, aulos, crotali e cimbali), dagli etruschi (trombe) e dai romani (la tuba e la bucina che trovano largo impiego in ambito militare; la tibia, versione latina dell’aulòs greco. E ancora il cornu, il monaulos - un flauto semplice - e i crotali). Proseguendo lungo il percorso espositivo si passano in rassegna i reperti delle diverse epoche, spazio poi agli strumenti militari, a quelli che arrivano dalla Cina, dal Giappone, dall’India e agli esemplari che appartengono alla musica popolare (mandolino, nacchere e ocarina).
Il museo resta aperto dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 19; il prezzo del biglietto è di 4 euro, un euro è il costo del biglietto per le scuole ma è obbligatoria la prenotazione.