Droni di un altro mondo I nuovi guardiani del mare

Gli occhi del «grande fratello»: sofisticati robot e barche senza equipaggio. Il «Marin» di Seastema (Fincantieri)

Antonio Risolo

da Gallipoli (Lecce)

C'è una nicchia della Blue Economy che forse meriterebbe più attenzione e visibilità. Impossibile, per ora, quantificarne il valore. Sta di fatto che startup, centri di ricerca, università, colossi come Fincantieri (attraverso la controllata Seastema) e Marina Militare stanno per varare una flotta di droni subacquei in grado di esplorare gli abissi.

Sofisticati robot volanti e imbarcazioni senza equipaggio, infatti, saranno utilizzati per monitorare le principali rotte marittime, fornire dati sull'inquinamento delle acque e fronteggiare traffici illeciti e immigrazione clandestina. In un prossimo futuro, potranno anche intervenire per missioni di soccorso in caso di incidenti e naufragi.

Si moltiplicano i progetti di questi giocattoli in grado di raggiungere fondali inesplorati e di documentare con telecamere e sensori l'ambiente sommerso, relitti affondati compresi. Basti pensare che Rover marini telecomandati hanno consentito a una nave della Marina Militare di localizzare il sommergibile «Guglielmotti», affondato durante la Grande Guerra al largo dell'isola di Capraia.

E così la sicurezza del Mediterraneo sarà sempre più affidata a droni super tecnologici. Già oggi, i velivoli teleguidati «Predator» dell'Aeronautica Militare vengono impiegati per individuare navi sospette o barconi carichi di migranti. In arrivo anche i velivoli «Falco Evo» costruiti da Leonardo: saranno a disposizione dell'agenzia Frontex per missioni di sorveglianza nel Mediterraneo. Sembra fantascienza, ma è già una grande realtà.

Abbiamo visto in azione questi prototipi al «Sea Drone Tech Summit 2018» di Gallipoli, primo congresso in Italia dedicato a droni e robot per impiego marino al quale hanno partecipato i maggiori esperti nazionali in rappresentanza di Marina Militare, Vigili del Fuoco, Enea, Cnr, Seastema, poli universitari, centri di ricerca e aziende specializzate.

«Siamo molto soddisfatti di questa prima edizione - il commento di Luciano Castro, presidente di Sea Drone - I 150 esperti, ricercatori e imprenditori presenti al congresso hanno espresso apprezzamento per l'alto livello degli interventi e per l'opportunità di creare nuove partnership e di dare vita a nuovi progetti. Le prospettive di crescita del settore dei droni marini sono infatti molto interessanti per il futuro. Proseguiremo dunque su questa strada, iniziando a lavorare da subito alla seconda edizione per il 2019».

Tra i nuovi progetti presentati a Gallipoli, alcuni riguardano l'utilizzo di droni aerei multirotore in ambiente marino. Tra questi, grande interesse sta suscitando il «Sav» (Sistema Aeromobile Vincolato), sviluppato dalla società casertana TopView. Inserito nel progetto europeo Sara, questo drone è dotato di sensori ottici e termici ed è vincolato con un lungo cavo che fornisce l'alimentazione elettrica; può essere utilizzato dal ponte di un'imbarcazione in missioni di monitoraggio e soccorso.

Un altro drone innovativo è lo «Splash Drone 3+», prodotto dalla cinese SwellPro e importato da Drone Store Italia: è il primo quadricottero totalmente impermeabile e con capacità di galleggiamento, utilizzabile in mare anche con pioggia e vento, ad esempio per trasportare un salvagente a un naufrago oppure a un bagnante in difficoltà.

Droni volanti fanno anche parte del progetto «Marin», sviluppato da Seastema (gruppo Fincantieri), in collaborazione con Rina Consulting, Co.M.Media e Università del Salento, per missioni di controllo ambientale e sicurezza costiera. Il sistema sarà articolato su una barca senza equipaggio di circa 20 metri, che fungerà da piattaforma di appoggio per uno o più droni aerei e un'eventuale drone subacqueo, oltre a una stazione terrestre per il comando e controllo a distanza. Piccole navi-drone per il monitoraggio marino, infine, portano la firma della Sapienza di Roma con il progetto «SeaLab»: mini-aliscafi superveloci con propulsione a reazione.

Con il patrocinio dei ministeri della Difesa e dello Sviluppo economico, Cnr, Enea, Rina, Regione Puglia e istituzioni locali, il summit è stato promosso da Ifimedia e organizzato dalla società Mediarkè in collaborazione con «Roma Drone Campus».