Il dubbio di Andrew Howe: il reality o la divisa

Il campione vuol partecipare a "Tribù", ma l’Aeronautica dice "no". E lui ci pensa su: "Questione di soldi"

Il reality non è ancora cominciato e già si apre il primo caso. Andrew Howe, il supercampione italiano di salto in lungo, era pronto a partire per La Tribù, il reality indiano di Paola Perego (su Canale 5 dal 16 settembre), ma ha ricevuto uno stop «dall'alto». Il gruppo sportivo militare dell'Aeronautica cui appartiene gli ha vietato di partecipare. Howe si riserva qualche giorno per decidere quale strada prendere, se ubbidire all’Aeronautica o lasciare l’uniforme e dedicarsi alla Tv e spiega senza mezzi termini che non si tratta solo di principi e carriera. Questione di denaro: mentre il Coni e la Federazione gli hanno «tagliato i fondi», il reality sarebbe una fonte sicura di guadagno.

Il nome di Howe, 24 anni e una fulgida carriera da saltatore momentaneamente sospesa per un infortunio, spicca tra quelli più attesi alla Tribù, insieme a quelli di Emanuele Filiberto di Savoia e Nina Moric. Il suo contratto (già firmato) asseconda tutte le sue richieste da atleta: attrezzi per allenarsi, medico e fisioterapista a disposizione, telefonate con l’allenatore ogni due giorni, una dieta speciale. Ma, soprattutto, una retribuzione notevole. Anche per questo il «no» al reality fa arrabbiare il saltatore, che ieri ha detto al Corriere: «Sono fuori dal Club olimpico, non ho più una borsa di studio federale. Da gennaio non ricevo denaro né dalla Federazione né dal Coni. E io con l’atletica ci vivo». In più, spiega, c’è il fatto che nonostante l’oro europeo e l’argento mondiale vinti seguendo i consigli della madre Renée Felton, ex atleta e sua allenatrice, la Federazione mette in dubbio che l’allenatrice sia all’altezza di quel ruolo. «Devono trovare un colpevole alla figuraccia fatta dall’Italia a Berlino: nemmeno una medaglia», dice Howe, che a causa dell’infortunio non ha preso parte alle gare.

Sarà da vedere nei prossimi giorni, dunque, quale decisione prenderà il campione azzurro. Se preferirà partire per la gara di sopravvivenza in India sotto le telecamere di Paola Perego o se invece sceglierà di obbedire al Corpo militare cui appartiene.

Il caso, però, non è una novità per il pubblico televisivo. Qualcosa di analogo era successo alle due prime donne della scherma azzurra, Margherita Granbassi e Valentina Vezzali. La prima, per affiancare Michele Santoro ad Annozero su RaiDue, fu costretta a lasciare la divisa dei Carabinieri. La Vezzali fu più fortunata, perché dovette lasciare quella della Polizia solo per il tempo necessario a partecipare a Ballando sotto le stelle, sempre in Rai. E lo stesso successe a Clemente Russo, che «smise di essere poliziotto» solo per il tempo necessario a prendere parte, nel 2008, al reality di Italia Uno La Talpa. Intanto, mentre il campione infortunato riflette sulla strada da seguire, anche la partecipazione dell’attore Fabio Fulco a La Tribù è in forse, in questo caso per motivi contrattuali.