Due ministri al varo del Salone delle meraviglie

Inaugurano la 49esima edizione del salone Nautico Altero Matteoli, ministro alle Infrastrutture e Trasporti e Michela V. Brambilla, ministro del Turismo.

Due ministri al battesimo del Nautico: sarà il titolare delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, a tagliare il nastro, alle 9 e mezza, della quarantanovesima edizione del Salone, in programma nel consueto, spettacolare scenario della Fiera fino a domenica 11 ottobre. Subito dopo la cerimonia di apertura, alla presenza anche del ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, avrà luogo l’assemblea generale della nautica, sul tema «L’industria nautica motore della ripresa». L’incontro è stato convocato da Ucina-Unione cantieri industrie nautiche e affini per richiamare l’attenzione del governo - lo ha confermato ieri il presidente di Ucina Anton Francesco Albertoni - su importanti tematiche legate al comparto, in particolare su un progetto per la ripresa dopo la crisi, basato su investimenti privati e specifici provvedimenti legislativi. Ma solo ad aggirarsi fra le imbarcazioni presenti al Salone, fin dalla vigilia, pare che il comparto nautico reagisca bene alla crisi economica internazionale. Questi i numeri principali dell’evento: 1.450 espositori, 2.400 le imbarcazioni presenti, di cui 570 esposte in acqua, a testimonianza - come sostiene il presidente della Fiera Paolo Lombardi - della grande vitalità di un settore che, cogliendo i primi segnali di ripresa, trova nell’appuntamento di Genova un riferimento imprescindibile per il proprio business. Oltre il 37 per cento degli espositori arriva dall’estero. Seicento, invece, sono i modelli nuovi solo fra le imbarcazioni. Ammiraglie di questa edizione, il Premier 135 Bikini Queen 2, yacht di 42 metri dei cantieri tedeschi Drettmann e, per la vela, il gioiello italiano Perini Barracuda, lungo 50 metri.
«Il Salone Nautico è al gran completo. Si sente la voglia di reagire delle imprese sia negli stands, sia nella dimensione degli allestimenti» sottolinea intanto Roberto Urbani, amministratore delegato della Fiera. E aggiunge: «L’anno scorso i nostri espositori hanno lasciato Genova suonando le sirene per gli affari fatti, come è tradizione, nonostante sui giornali ci fosse già l’allarme sulla recessione mondiale. Tornano quest’anno dopo aver affrontato il circo dei grandi eventi nautici in giro per il mondo e in una situazione di fortissima pressione per via della crisi. Ma sono tornati: avevamo 1.490 ragioni sociali l’anno scorso, oggi sono 1.450. Mi sembra un enorme successo, comparato a qualunque altro comparto e tenuto conto che il Salone ospita anche molte aziende piccole: si va dalla canoa all’accessorio e dal vestiario. La fiera - conclude Urbani - ha fatto un grosso sforzo per andare incontro agli espositori. Al di là delle questioni di carattere tariffario, abbiamo riformato l’erogazione di tutta una serie di servizi». Ucina, intanto, la Confindustria della Nautica, sprona il governo. «Nel quinquennio 2003-2007 - precisa ancora Albertoni - con pochi provvedimenti legislativi (il leasing nautico, la legge sulla nautica da diporto e il codice della nautica) il settore ha dimostrato di saper moltiplicare il proprio fatturato e contributo al Pil e i propri addetti diretti. I finanziamenti privati previsti dalla nostra proposta, se accompagnati da provvedimenti legislativi, in gran parte tecnici, potranno, e lo dimostreremo, dare un impatto sull’economia nazionale molto importante in termini sia di posti di lavoro, sia di recupero di gettito fiscale».
Appena prima del varo del Salone è annunciata in piazzale Kennedy una manifestazione dei pendolari, guidati da Carlo Palmieri, per protestare contro le condizioni di estremo disagio in cui versano i treni regionali.