E Balotelli disse: «Presidente, sono un Fenomeno»

Un giorno disse a Moratti: «Presidente non si preoccupi, il nuovo Ronaldo sono io». Poi ne ha dette tante altre, alcune perfin eccessive. Un giorno legge il foglietto della formazione preparata da Mancini e si lamenta. «Crespo? Io segno di più». Naturalmente non l’ha passata liscia. L’argentino gli ha spiegato il bon ton da spogliatoio con la faccia di chi non ti lascerà scampo alla prossima stupidaggine. Ma questo è Mario Balotelli Barwah, per tutti SuperMario. Soprattutto per Moratti che, quando lo vede, si diverte come un bambino. Stesso effetto provato con Martins, con la differenza che questo sa davvero giocare al calcio, ha numeri di qualità, peccato quella testa matta che all’Inter stanno cercando di svitargli e riavvitargli.
L’età, saranno 18 anni ad agosto, sta dalla sua parte. Il fisico anche: un metro e 90 per 89 kg. Nato a Palermo, ma di origine ghanese, adottato dalla famiglia Balotelli, SuperMario parla con accento del bresciano purosangue. Si è trasferito a Brescia a due anni, ha cominciato nel Lumezzane, è stato il più giovane esordiente in serie C (15 anni con deroga), ha fatto un provino di cinque giorni per il Barcellona, lo voleva la Fiorentina, alla fine lo ha preso l’Inter. Tutto e subito come un predestinato. Ha segnato il gol decisivo nella finale-scudetto del campionato Primavera. Poi ha cominciato a sentirsi grande fra i grandi. E i grandi hanno preso a bastonarlo in allenamento, unico sistema per tenerlo a testa bassa. «E quando alzo la testa per cercare il lancio, voglio vederti in movimento. Sennò guai a te». Voce e promessa sono di Materazzi. Tutto chiaro?