E per il brindisi? Dieci etichette (più una) di bollicine da provare

Bollicine, l’eterno ritorno. Tutti gli anni per Capodanno si impenna il consumo di Spumanti e Champagne. E siccome tra un perlage raffinato e uno dozzinale ci passano fiumi di Chardonnay e Pinot Nero, ecco una piccola guida alla qualità. Che si paga, naturalmente. Ma a parte che l’annunciato 2009 di magro va esorcizzato con un brindisi di alto livello, abbiamo inserito etichette per tutte le tasche. E facilmente reperibili nelle migliori enoteche capitoline.
Quelli che il meglio... partiamo con due etichette che arrivano dritte dritte dalla Franciacorta, la Champagne d’Italie. Probabilmente il top del made in Italy con le bollicine. Entrambi vini capaci di accompagnare l’intero pasto (salvo, ovviamente, il dolce!). La prima è il Franciacorta Gran Cuvée Brut di Bellavista, un blend di Chardonnay (72 per cento) e Pinot Nero (28) che, nel millesino 2004 ha un esaltante naso di frutta esotica, agrumi, minerali e una bocca quasi carnale nella sua masticabilità. Sontuoso. Il prezzo? Circa 35 euro. La seconda proposta top è il Franciacorta Annamaria Clementi Ca’ del Bosco, una cuvée di Chardonnay (55 per cento), Pinot Bianco (25) e Pinot Nero (20) che attualmente è disponibile nell’annata 2001, che esce dopo sei lunghi anni sui lieviti, che gli donano un colore dorato intenso, un perlage fitto di bollicine minuscole, un bouquet enciclopedico che va dagli agrumi meno comuni alla frutta secca. Il tutto su base minerale. Costa circa 70 euro.
Quelli che il rosé... La terza via tra bianco e rosso, simpatica e con un pizzico di stravaganza, si fa strada anche nelle bollicine. I nostri consigli arrivano entrambi dalla franciacorta e sono il Brut Parosé del Mosnel, da uve Pinot Nero e Chardonnay suadente come un bianco ma quasi tannico (28 euro) e il Monogram Rosé di Castel Faglia, di proprietà del gigante del Lambrusco Cavicchioli: si tratta di un Franciacorta da uve Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero con delicati aromi di piccola frutta rossa e assai piacevole in bocca. Costa 20 euro.
Quelli che il portafogli... Non c’è bisogno di spendere tanto per godersi un grande Spumante. Senza muoversi dalla straordinaria Franciacorta, ed esempio, ecco l’Extra Brut de La Montina, azienda giovane ma già affermata. Un vino che vanta una inconsueta freschezza e una sapidità che lo rende perfetto compagno per l’inizio pasto. Costa circa 12 euro e non dovrebbe essere difficile trovarlo. Un po’ più caro l’Extra Brut Cuvée di Francesco Bellei, mosca bianca nel panorama della spumantistica modenese per la ricerca ostinata della qualità attraverso il Metodo classico. Un Pinot Nero quasi in purezza, con un piccolo saldo di Chardonnay. Un vino delicato e morbido, con un finale amarognolo e sapido. Costa 17 euro e vanta una affascinate etichetta «old style». Terra di ottime bollicine è Valdobbiadene, dove si produce il Prosecco, che all’estero è ormai sinonimo di spumante all’italiana. Qui opera l’azienda Bellenda, nella cui ricca carta è difficile scegliere: peschiamo dal mazzo il Prosecco di Valdobbiadene Extra Dry Miraval che nell’annata 2007 è frescho, sapido e con una lieve scia aromatica di fiori di campo. Con meno di 10 euro si porta a casa un bell’assaggio. Altro nome di punta della produzione di prosecco è Merotto, del quale consigliamo il Prosecco di Valdobbiadene Dry La Primavera di Barbara nell’annata 2007, sorprendente nella mineralità e nella bocca pastosa. Il tutto a 10-11 euro. Si risale un po’ di prezzo con il Trento Brut Riserva 2003 di Letrari, eccellente azienda non solo di bollicine: un fifty-fifty di Chardonnay e Pinot Nero che costa 25 euro ed è talmente strutturato da sposarsi anche a primi sapidi della tradizione romana.
Quelli che il dolce... Ferrari dei fratelli Lunelli è un nome affermatissimo nella spumantistica italiana. Un’azienda da 5 milioni di bottiglie, nel cui catalogo c’è anche un Trento Démi-Sec da uve Chardonnay in purezza in cui il residuo zuccherino è ben presente ma mai stucchevole. Aromi di frutta esotica molto matura e di miele. Circa 22 euro il prezzo.
Quelli che lo Champagne... Infine per chi proprio non sa rinunciare al fascino delle bollicine francesi, c’è uno grande Champagne con il cuore italiano. Si tratta di un AOC 1er Cru Brut ottenuto da un blend di Chardonnay Côte des Blancs e di Pinot Noir Grande Montagne prodotto dalla maison «Comte de Lantage» di Reuil per conto della tenuta Sette Ponti di Antonio Moretti. Il prezzo? 45 euro.