E per il derby del Kentucky si picchiano al centro dialisi

Una rondine non fa primavera e due anziani che si pigliano a ceffoni in un centro dialisi, evidentemente non preoccupati a sufficienza per i loro problemi di salute, sono più una curiosità che il segnale di una rivalità che può trascendere. Rivalità che nel caso specifico è quella tra Louisville e Kentucky, le due grandi università dello stato del Kentucky, appunto, avversarie la notte scorsa in una delle semifinali del torneo Ncaa di basket, a New Orleans. Un derby che non si può chiamare Kentucky Derby perché quella è già la celeberrima gara di purosangue che attira a Louisville mezzo mondo ippico ogni primo sabato di maggio, ma è solo un dettaglio.
Tutto il resto è passione, conflitto emotivo, rivalità e brivido nel conto alla rovescia, iniziato non appena i risultati dei quarti di finale hanno determinato l'accoppiamento. I motivi erano tanti, eppure sarebbero bastati i nomi delle due rivali, che hanno alle spalle tradizioni antiche e un percorso differente che le ha tenute separate, più che unite: Kentucky, che ha sede a Lexington (450.000 abitanti) ovvero nel centro dello stato, è stata tradizionalmente l'università dei ricchi e dei potenti, della pseudo-nobiltà locale arricchitasi con il fiorente allevamento di cavalli, mentre a Louisville (750.000 abitanti) 100 chilometri più a ovest, al confine con l'Indiana, andava chi non aveva mezzi, nobiltà o pelle bianca, ed è noto come sulla figura del più celebre allenatore di Kentucky, Adolph Rupp, aleggi tuttora la scomoda reputazione di razzista, mai apertamente comprovata.
Quelle distinzioni ora non esistono più da tempo: rimane solo la rivalità, che esplode una volta l'anno nella sfida di regular season e ora si ripropone nel torneo Ncaa ad uno stadio più avanzato dell'unico precedente, quello dei quarti di finale del 1983, vinto da Louisville. Gli ingredienti dunque erano quelli di un derby come altri, ma accentuati da quell'antico livore, dalla passione locale per il basket universitario, dal fatto che a Louisville vivano ben 25.000 persone laureate a Kentucky e da un dettaglio in più, al vago sapore di Italia: coach di Louisville è infatti Rick Pitino, 59 anni, famiglia di origini siciliane, che nel 1996 portò al titolo Ncaa proprio Kentucky prima di partire all'improvviso per la Nba.
Dire che ai tifosi di UK abbia causato dolori di stomaco veder poi tornare Pitino nel mondo dei college proprio alla guida della grande e disprezzata rivale è poco: e in più il suo successore è John Calipari, 53 anni, coach sempre in odore di eresia per le pratiche poco ortodosse spesso emerse nelle squadre da lui allenate. Basti pensare che per Calipari è la terza presenza alla Final Four, ma le due precedenti, nel 1996 (quando la sua Massachusetts perse in semifinale proprio contro la coppia Pitino-Kentucky) e nel 2008, sono state cancellate dall'albo d'oro proprio per irregolarità amministrative emerse in seguito. L’importante è che tra Pitino e Calipari, che non si amano, non sia finita a ceffoni. Non erano mica in un centro dialisi, del resto.