E per dono un «videogame» alla romana

Tigri e leoni escono dalle gabbie. Gladiatori con daghe e reti attendono di battersi. Il pubblico li incita dagli spalti, mentre, dalla tribuna imperiale, difesa da centurioni armati, Cesare è pronto a concedere o negare la grazia agli sconfitti. Non è la scena di un kolossal ma un gioco per bambini firmato Playmobil. E sì, perché, quest’anno, il celebre marchio ha lanciato una linea dedicata all’antica Roma. Ecco, quindi, il «Colosseo», arena ad un anello solo nella quale i personaggi si affrontano, ma dove si possono anche far correre le bighe. Ci sono la torre d’assalto, la catapulta con pietre infuocate, l’accampamento, tutti con tanto di insegne e la dicitura S.P.Q.R. in bella mostra. Non mancano centurioni, patrizi, plebei, diverse tipologie di gladiatori - inclusi i «retiarii» con rete e tridente - e, ovviamente, l’imperatore. Simile la risposta di Airgamboys che propone, tra gli altri, imbarcazioni, la quadriga di Ben Hur e Nerone con pugnale e lira. È Roma, nei diversi momenti storici, la protagonista delle ultime tendenze in materia di giochi e videogiochi. Grande successo per «S.P.Q.Risiko» versione del noto strategy-game ambientata tra 234 e 284 d.C.: ogni giocatore impersona un comandante dell’esercito e ha arene, legionari, e vessilli per tentare di diventare il nuovo imperatore. Poco diverso «Conquest of the Empire», che, ritenuto un oggetto da collezione, è stato nuovamente messo sul mercato con una grafica completamente rinnovata. Lo scopo, anche qui, è ottenere il controllo dell’Impero. A battaglie di terra o mare si aggiungono reclutamento truppe, riscossione di tasse, omicidi, votazioni, arruolamento di barbari, raggiri politici, azioni diplomatiche. Su tabellone, l’ultima versione di «Bolide», corsa di auto tra i più celebri monumenti romani: senza carta o dadi, le macchinine si spostano su una plancia quadrettata, imponendo ai giocatori lo studio delle migliori traiettorie, da percorrere accelerando e decelerando in una simulazione di guida. City-builder per il videogioco «Caesar IV». Sullo sfondo del dominio romano in Europa e Nord-Africa, i giocatori sono impegnati nella costruzione di città alle quali assicurare prosperità, cultura, sicurezza, abitanti e, per questi ultimi, lavori, badando a non fare confusione tra patrizi e plebei. La morte di Cesare segna l’inizio di «Shadow of Rome», in cui il generale Agrippa deve dimostrare l’innocenza del padre, accusato dell’omicidio dell’imperatore. Due le opzioni di gioco: scontri tra le truppe di Agrippa e i popoli del Nord e le indagini sul delitto e i tanti segreti della politica.
Per entrare nell’antica Roma basta un click. Molti, infatti, i giochi on line. «Triumvirato» è una sorta di chat d’epoca con editti, costumi e avatar in tema, scambio di messaggi, la possibilità di entrare in Corporazioni e fare «carriera» fino a diventare senatori, diversi giochi gestiti dal Master. «Onoreantico.it» è un gioco di ruolo per conoscere la capitale sotto Diocleziano e battersi «per lo splendore che merita di avere nei secoli».
«Urbe» è game e community in una colonia della Repubblica, nel 60 a.C. Appena uscito «Gods and Heroes: Rome rising», che consente di impersonare eroi romani e lottare contro nemici, mostri e divinità, per diventare immortali.
Decisamente più moderna l’ambientazione di «Magic a Rome»: il 2005, quando gli abitanti di Roma avrebbero scoperto di avere poteri straordinari. Per chi vuole «davvero» ricostruire la città, la soluzione è il Lego, ideale - a giudicare dalle foto di alcune creazioni - per far rivivere palazzi, acquedotti e scene di battaglia.