E i videogames ora arrivano in casa di riposo

Chiamarli videogiochi in fondo comincia a diventare un po’ riduttivo. Il concetto è che il divertimento, se non fisico quantomeno intellettuale, non ha età e dunque deve essere disponibile per tutte le fasi della nostra vita. Ecco allora perché Nintendo e la Fondazione Opera Immacolata Concezione Onlus di Padova, realtà tra le più significative a livello europeo per l'assistenza alle persone longeve, collaborano con un progetto che vede protagonisti «Brain Training» e «More Brain Training», i due videogiochi (scusate) che, grazie a semplici giochi di logica matematica e di memoria, aiutano a mantenere attiva la mente.
Da metà novembre infatti in alcune case di riposo alle porte di Padova sono state introdotte le varie attività proposte agli ospiti, l'utilizzo dei due «software» con l'obiettivo di offrire un modo - dicono i promotori dell’iniziativa - «divertente e stimolante per mantenere vivo e allenato il cervello». Il progetto Nintendo-OIC Onlus insomma mira a promuovere l'utilizzo dei videogiochi tra le persone anziane, come strumenti divertenti e semplici da utilizzare per trascorrere il tempo in modo utile e intelligente. Questa idea prende il via da uno dei punti cardine su cui si basa la filosofia della Fondazione OIC Onlus, ossia il concetto di «cultura della longevità attiva» che ha l'obiettivo di rendere le persone anziane consapevoli di quanto sia bella e ricca di contenuto la stagione della terza età, promuovendone la vita culturale, la socializzazione, la tessitura di nuove reti relazionali. E di conseguenza riportandoli, per certi aspetti, ai divertimenti dell’età adolescenziale. «Il videogioco, ormai da qualche anno, si è spinto verso nuove frontiere fino a poco tempo fa davvero impensabili - dice Andrea Persegati, General Manager di Nintendo Italia - e l'introduzione di console di gioco, semplici e intuitive, e di titoli come Brain Training e More Brain Training, hanno permesso a persone di tutte le età e sesso, di avvicinarsi all'intrattenimento elettronico». «Ci piace molto l'idea di introdurre i videogiochi tra le attività per gli ospiti, ma pure per i loro familiari e per i dipendenti delle strutture - gli fa eco il prof. Angelo Ferro, presidente della Fondazione OIC Onlus dipendenti - perché questi strumenti possono non solo contribuire a mantenere allenato il cervello ma anche essere un eccellente strumento di collegamento tra generazioni -. In un mondo che cambia così velocemente è la persona longeva che può farsi prezioso collante tra le componenti sociali, partendo anche da un'attività come il gioco, a torto, ritenuta marginale». E soprattutto, almeno fino a ieri, ritenuta sconveniente a una certa età, la Terza. Che invece ora diventa l’età moderna.