E la Kostner va pazza per il ghiaccio bollente

da Torino

Per chi ha sempre usato il ghiaccio soltanto nel Martini, la notizia è sconvolgente: il ghiaccio non è uno solo. E non è solo a cubetti. In avvicinamento a Torino, si viene a sapere che dev’essere rigido e resistente per l'hockey, sottile e scorrevole per la velocità, elastico per il pattinaggio di figura. Non è tutto uguale, dunque, il ghiaccio di Torino 2006. E Carolina Kostner, bibbie termiche alla mano, lo preferirebbe pure caldo per rendere meglio sui suoi pattini.
Ogni pista ha i propri segreti, custoditi gelosamente da un esercito di tecnici che, termometro alla mano, sono i veri e propri signori del gelo olimpico. Sono loro, infatti, i depositari di quella «magia del ghiaccio» che attirerà migliaia di spettatori nei palazzetti a cinque cerchi. Nel caso del pattinaggio di velocità è sufficiente uno strato sottile come una moneta, appena 25 millimetri, ma deve essere freddissimo: tra i -8 e i -11 gradi. E, soprattutto, non deve presentare neppure un graffio, perché frenerebbe la corsa degli atleti. Per ottenere un ghiaccio così è stato montato un «frigorifero» da oltre 3 milioni di watt, con una novantina di chilometri di tubi.
Ma c’è anche la pista di bob, all’aperto. «È senza dubbio il ghiaccio più balordo da curare - spiega l'ingegner Andrea Pavan, dell'Agenzia Torino 2006 - perché può cambiare da un giorno all'altro, a seconda che ci sia il sole, oppure che piova, nevichi o faccia vento». Ecco perché, lungo gli oltre 1.400 metri del budello ghiacciato di Cesana Pariol, sono state installate apposite tende per proteggerlo dalle intemperie. Se il ghiaccio del bob deve resistere al passaggio delle slitte supersoniche, quello del pattinaggio artistico deve essere morbido per ammortizzare le acrobazie dei pattinatori. La sua temperatura, quindi, non scende mai oltre gli otto gradi sotto zero e lo spessore oscilla fra i 3 e i 5 centimetri. Caratteristiche analoghe a quello del ghiaccio su cui si giocano le partite dell'hockey. «Anche questa - precisa Pavan - è una superficie che si consuma molto o, come si dice nel gergo del ghiaccio, che i pattinatori mordono più facilmente». Le condizioni del ghiaccio sono anche importanti per il curling: nel Palazzetto di Pinerolo un sofisticato impianto di condizionamento mantiene umidità dell'aria sempre sotto il 40% ed evita che si formi condensa sulla superficie, che deve essere perfettamente liscia.