E Londra ora nazionalizza anche le scuole private

Troppe costose le rette, che molte famiglie non possono più permettersi. Crollano le iscrizioni negli istituti privati, il fiore all'occhiello del sistema educativo britannico. E il governo di Gordon Brown corre in soccorso

Gli insegnanti scappano all'estero, gli studenti fuggono verso le scuole pubbliche e il governo inglese apre il portafogli e foraggia. O meglio nazionalizza. Dopo le banche, Londra è costretta a battere la stessa strada e correre in soccorso degli istituti privati, il fiore all'occhiello della formazione britannica. Colpa dell'effetto domino che dall'economia sta investendo tutti i gangli vitali del sistema. O nazionalizzazione o morte. Alcuni membri del governo lo hanno confermato dopo l'anticipazione del Guardian: le scuole private colpite dalla recessione potranno ricorrere agli aiuti di stato e cambiare faccia per continuare a sopravvivere. Senza snaturarsi del tutto: molte di loro potranno trasformarsi in academies, una formula ibrida che prevede prevalentemente finanziamenti pubblici ma contempla il contributo di sponsor privati. La grande fuga dalle scuole pubbliche è il frutto della recessione che si è abbattuta sul Regno Unito con conseguenze peggiori che in qualsiasi altra economia europea. Il numero dei disoccupati potrebbe raggiungere quota 3 milioni entro la fine dell'anno, con una perdita di oltre un milione di posti in meno di dodici mesi. Molte famiglie - anche quelle che un tempo concedevano ai loro figli il lusso di un'istruzione di alto livello - non riescono più a sostenere il peso delle rette scolastiche troppo esose o cominciano a stringere la cinghia in vista di tempi peggiori. Così, in pochi mesi, gli istituti privati hanno subito un duro colpo e molti sono già sull'orlo della chiusura. Un dato tangibile se si guarda anche all'altra faccia della medaglia: l'aumento vertiginoso del numero degli iscritti alle scuole pubbliche, con la capitale che registra quest'anno un record di richieste di accesso. Famosi per i loro corsi selettivi e per le classi ridotte (dagli 8 ai 16 alunni contro i 21-26 delle scuole pubbliche) gli istituti privati inglesi stanno anche tentando un'altra via, quella dell'aumento degli allievi per classe. Una strategia che consente di ridurre la retta pagata ogni anno dalle famiglie. Intanto, però, gli insegnanti più qualificati fuggono all'estero. È un flusso senza precedenti, cresciuto del 26 per cento negli ultimi tre anni. E secondo le previsioni il numero potrebbe salire al 54 per cento (115 mila) entro il 2013. Le ragioni? Sempre economiche, come spiega Hannah, che ha lasciato la capitale inglese per Pechino: «Ho lavorato a Londra da quando ho preso la laurea, ma il mio conto in banca era identico a quando ero una studentessa». Fuga dalla perfida Albione, insomma. E le previsioni non sono rosee. Costretto a rincorrere le emergenze della recessione, Brown ha dovuto fermare il piano di ristrutturazione e ammodernamento delle scuole secondarie (45 milioni di sterline) in attesa di tempi migliori.