E Nadal è pronto a mangiare l’erba

Dopo la vittoria al Queen’s e con Federer sotto tono, per lo spagnolo potrebbe essere veramente l’anno buono. Djokovic permettendo

W imbledon, il torneo di tennis più celebre del mondo la cui prima edizione risale al lontano 1877, prenderà il via oggi a mezzogiorno. I gloriosi cancelli intitolati ai fratelli Doherty, campioni inglesi che scrissero le più belle pagine di tennis dal 1897 al 1906, si apriranno per accogliere Federer e Nadal i due moderni pretendenti al trono.
Il «Divino Federer» lo scorso anno ha eguagliato il record di Bjorn Borg conquistando la sua quinta vittoria consecutiva sul prato londinese. Rafael Nadal, il suo grande rivale, oltre a essere un guerriero intoccabile sulla terra, ha appena superato le insidie dell'erba vincendo il Torneo del Queens. Diciamo quindi che il tennis ci ripropone la più classica sfida, la stessa alla quale abbiamo assistito nella finale di Roland Garros con una sostanziale modifica: Roger Federer dall'inizio dell'anno ha in qualche modo smarrito la propria invulnerabilità. Nonostante il numero 1 del mondo da 59 match risulti imbattuto sull'erba, nel cuore degli appassionati rimane impressa l'immagine di un Federer che nella finale di Parigi sembrava il fantasma di se stesso.
Secondo Pietrangeli Roger è «stanco di vincere». Il problema vero è che tra i due pretendenti si è inserito Novak Djokovic, il giovane serbo che a dispetto dei due favoriti ha conquistato gli Australian Open e gli Internazionali d'Italia. Per di più la sorte ha voluto che Djokovic capitasse nella parte alta del draw, quella di Federer. Comunque è giusto ricordare che Djokovic nella finale del Queen’s è stato sconfitto proprio da Nadal.
Detto questo, e ricordando che la storia di Wimbledon nelle ultime due edizioni l'hanno fatta Federer e Nadal disputando entrambe le finali, tutte e due vinte dallo svizzero, è doveroso sottolineare quanto capriccioso sia il Tempio del Tennis, con le sue lunghe interruzioni per pioggia, con le interminabili attese. Un bizzarro capitolo della storia del torneo è stato scritto da Goran Ivanisevic che, ammesso dagli organizzatori grazie a una wild card nel 2001, vinse superando l'eroe inglese Tim Henman al termine di una semifinale che si protrasse per tre giorni.
Un ultimo dettaglio: Wimbledon è stato conquistato 6 volte di fila soltanto da Renshaw, giocatore inglese vittorioso dal 1881 al 1886. Erano altri tempi! È vero che si giocava senza fermarsi ai cambi di campo, ma il tennis veniva praticato da gentiluomini che indossavano lunghi pantaloni bianchi mentre oggi a giocarlo sono super atleti che hanno in mano attrezzi diabolici e che girano il mondo carichi di miliardi, seguiti da coach e preparatori.