E il no profit è già pronto all'incasso

Aumentano le famiglie senza eredi, ne approfitterà il Terzo settore

Negli Stati Uniti la donazione media individuale è di 753 dollari e nel Regno Unito di 162 sterline (pari a circa 180 euro) mentre in Italia siamo ad appena 75 euro: lo ha calcolato il settimanale Vita in base a diversi indicatori. Sono valori pari allo 0,3 per cento della ricchezza americana e allo 0,05 per cento di quella italiana. Più consistente il dato relativo all'impegno sociale delle aziende: il 73 per cento investe in responsabilità sociale destinando circa un miliardo di euro che riguarda anche il welfare aziendale e iniziative volte alla riduzione degli sprechi e al miglioramento dell'impatto ambientale.

Il mondo dei lasciti testamentari ha una grande potenzialità. Uno studio della Fondazione Cariplo ha stimato che nel periodo 2004-2020 il valore economico dei patrimoni potenzialmente oggetto di lasciti a istituzioni no profit è di 105 miliardi di euro, di cui 23 nella sola Lombardia. Il riferimento è alle circa 340mila famiglie italiane prive di eredi. In base ai dati Istat si calcola che ogni anno alle organizzazioni senza fini di lucro arrivino 12 miliardi di euro contro i 335 miliardi di dollari negli Stati Uniti, di cui 241 miliardi donati da individui.

Considerando i dati fiscali relativi a deduzioni e detrazioni applicabili alle erogazioni liberali al Terzo settore si ricava che solo 1,5 milioni di contribuenti su 41 milioni usufruiscono dei vantaggi tributari previsti per le donazioni: i valori complessivi si aggirano sui 500 milioni di euro. «Fortunatamente anche chi ha eredi comincia a valutare l'opportunità di destinare al no profit una parte del proprio patrimonio», dice il notaio Gianluca Abbate.

La realtà del no profit che ha ricevuto nel 2015 il maggior numero di lasciti testamentari è la Fondazione Don Gnocchi, con 10,8 milioni di euro donati per lo più da figli di ex allievi.

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