E il piacere diventò una malattia

Oltre i venti rapporti a settimana si parla di patologia. E tutto il resto va in secondo piano

(...) la cura. Il centro terapeutico si trova a Roma, in via Livorno, nei pressi di piazza Bologna. Il nome è Cedis (Centro di ricerca e trattamento della dipendenza sessuale). Il primo del genere in Italia. Obiettivo: aiutare il soggetto a recuperare il controllo. Fisico e mentale. È aperto tre giorni alla settimana. Si parla, si racconta la propria infanzia, il rapporto con i genitori (spesso conflittuale), si prendono farmaci come il Prozac, si pratica soprattutto terapia di gruppo. Il protocollo terapeutico prevede venti sedute, due ore a settimana.
La patologia è chiamata in America sexual addiction. Tradotto in italiano: dipendenza dal sesso. Negli Stati Uniti la denominazione scatta quando si oltrepassano i venti rapporti a settimana. Ad avere questa patologia sono per lo più uomini, ma le donne hanno problemi anche più gravi. «Ne sono vittime sia persone normali sia soprattutto vip - racconta lo psichiatra Tonino Cantelmi, che ha fondato il Cedis - politici, calciatori, attori, giornalisti... Per guarire a volte servono delle cure farmacologiche disintossicanti, però in genere al Cedis pratichiamo psicoterapia di gruppo. Parlare, raccontare il modo in cui nasce il desiderio, aiuta ad acquisire consapevolezza della malattia, capire come liberarsene».
Come se non bastasse, la schiavitù dall’eros è associata spesso ad altre forme di dipendenza. Cocaina, alcol, gioco d’azzardo. Le donne sono affette in particolare da shopping compulsivo, fenomeni di cleptomania ossessiva, o smania di mangiare a tutte le ore.
Ma maniaci del sesso si nasce o si diventa? Concordi gli esperti: «C’è una componente genetica, ma è la nostra società che spinge verso la sessualità precoce e finisce per favorire la patologia». Il sesso-dipendente, secondo le statistiche, è prevalentemente maschio (82 per cento), etero-sessuale (64 per cento). È sposato nel 40 per cento dei casi, separato nel 22 per cento dei casi, divorziato nel 5, single nel 33. Ma giovani e vecchi, belli e brutti, tutti hanno lo stesso pensiero: farlo a qualunque ora del giorno e della notte. Tra i casi più clamorosi quello di un famoso manager interrompeva le riunioni per appartarsi all’insaputa di tutti con una prostituta. Un altro pretendeva dalla moglie, brasiliana, rapporti pure nella toilette del cinema o del ristorante, finché lei si è scocciata e lo ha piantato.
La sexual addiction è fonte di problemi sul lavoro, richiede spesso una doppia vita, spese ingenti, notti insonni. A volte la professionalità, l’immagine pubblica ne escono a pezzi. Come è accaduto all’attore Michael Douglas, che anni fa si è fatto ripetutamente ricoverare in una clinica specializzata.