E le ragazze del volley non si fermano più

Francesco Rizzo

C'è un treno azzurro lanciato sui binari degli Europei femminili di volley: regolando 3-0 il non irresistibile Azerbaigian, l'Italia conquista la seconda finale continentale della sua storia. Stasera alle 19 (diretta Rai Due) duello a Zagabria con la Polonia detentrice del titolo che, nell'altra semifinale, ha vinto 3-2 la maratona contro la Russia allenata dall'emiliano Gianni Caprara. Non ci sarà derby di casa nostra, dunque, ma una sfida per l'oro tutta da seguire tra le uniche due squadre fin qui imbattute. E all'appuntamento si presenterà un'Italia che ieri non ha consumato troppa benzina.
Con la Mammadova unico braccio armato, le azere aprono la semifinale regalandoci generosamente punti a causa dei loro errori anche se, per buona parte del primo set, non concedono più di tre lunghezze di vantaggio all'Italia. Il ct Bonitta offre una maglia da titolare alla liceale Ortolani lasciando in panca la Rinieri, l'azzurra in Croazia con più presenze: nessuna sorpresa, la nazionale mostra il sorriso di chi ha fiducia e si porta sull'1-0 (25-19), con la Togut che si incammina verso i suoi 13 punti finali. Non molti perché tutte le nostre producono in attacco.
Tranquille e concrete, superiori in difesa e a muro (8 a 1 il conto al termine della gara), le azzurre gestiscono bene anche il secondo parziale, reagendo a un raro accenno di reazione avversario con un turno in battuta della Anzanello che ci conduce al 16-14 e di lì a un altro 25-19. La maturità di quest'Italia è confermata dal terzo set, tipica situazione in cui un doppio vantaggio può causare una pausa e rilanciare l'avversario. Non qui: il terzo set illumina i recuperi del libero-tascabile Cardullo fra le più esperte, la concretezza della Del Core, ex-beacher napoletana, fra i volti nuovi. Soffriamo all'ultima curva (23-22) finché un pallone chirurgico proprio della Del Core ci manda in finale (25-22). L'Italdonne è campione del mondo in carica ma l'Europeo non l'ha mai vinto. La storia si può scrivere oggi.