Ecco le mamme ecologiche prima usano e poi riciclano

Per loro e i loro bimbi pannolini, detersivi e cosmetici naturali. E tutte in bici per non inquinare

Usano pannolini lavabili e detersivi fai da te, evitano qualsiasi spreco di energia e si muovono in bici: sono le mamme ecologiche. La categoria non è ancora diffusa e organizzata come negli Stati Uniti, dove la trentottenne Kimberly Danek Pinkson ha fondato la Ecomoms Alliance, che ha già 11mila membri e organizza conferenze, ma è una realtà anche nel Milanese. Qui le ecomamme hanno formato una tribù verde, si conoscono tra loro, condividono esperienze e si scambiano consigli.
Come si diventa una di loro? La risposta corale è che la nascita di un figlio non faccia altro che acuire una sensibilità già esistente. «Io ero già attenta a questi temi - racconta Nunzia Picariello, 34 anni, mamma di Nicolò da poco più di sette mesi -, poi quando ti nasce un bimbo stai anche più attenta, perché capisci che parli anche del suo futuro». «Ti rendi conto che il tuo comportamento incide - aggiunge Anna Galimberti, 31 anni e mamma di Riccardo -. Oltre al fatto che una maggiore considerazione per l'ecologia va di pari passo con quella per la salute e per il portafogli». «A livello economico ci si guadagna alla grande», conferma Annalisa Corbo, mamma di Tito, 2 anni e mezzo, e di Anita, 6 mesi.
Tutti vantaggi che stanno rendendo il motto usa e ricicla sempre più popolare tra le nostre mamme, che dalle parole sono passate subito ai fatti. Niente di eclatante, ma tanti piccoli accorgimenti che consentono di ridurre drasticamente rifiuti e bollette. Innanzitutto usano i pannolini lavabili. «È la conditio sine qua non per essere una ecomamma - spiega Anna -. Si pensa che siano scomodi, ma non è vero. Non irritano la pelle e a lavarli ci pensa la lavatrice. Ho imparato a usare un quarto del detersivo rispetto a prima e scelgo quello ecologico, ma c'è anche chi usa solo bicarbonato e aceto».
Si recuperano dunque i cosiddetti rimedi della nonna, ma si cercano anche informazioni sui componenti di cosmetici, tessuti e cibi. «È molto importante badare bene a ciò che si mette in contatto con la pelle dei bambini, esposta ai rischi delle molecole dannose e inquinanti - osserva Riccarda Serra, Specialista in Dermatologia dell'Università degli Studi di Milano e presidente dell'Associazione internazionale di dermatologia ecologica Skineco -. E non parlo solo dei cosmetici, ma di tutto quanto va dai tessuti ai giochi. L'unico sistema realmente efficace è imparare a leggere le etichette, a informarsi».
Questo le ecomamme lo sanno bene e sfruttano il web per trovare quello di cui hanno bisogno. Basta uno sguardo alla rete e subito si trovano istruzioni per fare in casa pane, yogurt e omogeneizzati, ma anche consigli su dove trovare caraffe filtranti e lampade a basso consumo. Per Annalisa «Internet è fondamentale». È lì che Nunzia ha scoperto il biodizionario, «i modelli di pannolini, il cartamodello per poterli cucire, ma anche le amicizie e gli scambi di opinioni». E poi c'è Anna, pienamente soddisfatta del suo www.ecomamma.net, blog creato per condividere le sue esperienze e trovare nuovi spunti. Essere una ecomamma non sembra poi così difficile.