Ecco il nuovo Eden firmato da Gino Marotta

In tre sedi di due gallerie storiche di via Margutta si snoda l’attuale esposizione dedicata a Gino Marotta, l’artista del perpex (fra l’altro), il grande reinventore della natura, colui che sulla scorta delle ricerche materiche degli anni Cinquanta e Sessanta ha saputo giungere alla meraviglia ipercolorata di un nuovo giardino dell’Eden e a un mondo naturale-artificiale più vero che mai. Oggi i suoi animali, gli alberi, i paesaggi degli ultimi anni, fatti di sovrapposizioni di piani in metacrilato, sono esposti al pubblico in una sintesi efficace. Giunto nel ’47, appena dodicenne, a Roma da Campobasso, Marotta si ritrova in un ambiente nel quale sembrano vivere di rinnovato fervore le ricerche futuriste di Prampolini, al cui polimaterismo Maurizio Calvesi fa risalire quella sperimentazione e gusto per la materia alla quale Burri come Colla, come Marotta possono avere attinto per ulteriori sviluppi. Soprattutto Marotta riscopre più avanti l’aspetto ludico di quella ricostruzione futurista dell’universo che già aveva dato forma a un parallelo mondo di linee, segni, oggetti colorati. Inizialmente stagno e piombo per il giovanissimo Gino, ma già dai primi anni Sessanta egli utilizza materiali industriali come alluminio e profilati metallici. Dalle opere modulari, nate dalla combinazione di elementi ottenuti con lo stampo, nelle quali fiori e alberi formano dei microambienti di natura artificiale, a volte chiusi in barattoli trasparenti, a quelle luminose, con l’uso di luce elettrica e soprattutto del neon. I lavori della fine degli anni Sessanta sono spesso centrati sul tema della luce a cui Marotta applica soluzioni modulari di ripetizione di forme ed effetti, mentre si salda il rapporto con il design industriale e con un’arte «ambientale» basata proprio su uno spazio organizzato secondo un modulo geometrico trasformato da un sotterraneo sentimento poetico. Le palme, le querce, gli struzzi, i fenicotteri, le pantere, i rinoceronti, i dromedari, sfilano nella mostra di questi giorni con i loro profili reiterati, i colori improbabili e perfetti, mentre per la prima volta in Italia sono esposti i quadri della fine degli anni Novanta. È la recente svolta verso una pittura di profili di elementi spesso naturalistici combinati come in un collage di trasparenze colorate. Gino Marotta. Trasparente/Apparente. Fino al 15 marzo. Galleria La Nuvola, via Margutta 51a e 62a; galleria Benucci, via del Babuino 150c. Info: 06.36005158.