«Ecco come passare dalla Cia ai romanzi gotici»

Alma Katsu è una solare signora del Massachusetts con gli occhi vivaci e un bel sorriso. Ma le sue particolarità sono altre. La prima è quella di essere stata per quasi trent’anni un’analista dei servizi segreti americani (leggi National Security Agency e Cia). La seconda è quella di aver imbroccato il primo romanzo Immortal (in Italia appena pubblicato da Longanesi, pagg. 442, euro 17,60). Una storia gotica e cupa cupa finita subito in classifica negli Usa e che ha fatto sì che Cosmopolitan Uk definisse l’autrice «una stephenie Meyer per adulti». E in effetti la trama, aiutata da una bella scrittura e da molte reminiscenze letterarie, racconta le avventure dolorose e sensuali di Lanny, una fascinosa non morta (anche se i vampiri in senso stretto in questo caso non c’entrano) la cui esistenza attraversa i secoli. Allora abbiamo fatto una chiacchierata con questa ex consulente dei servizi segreti per capire come si passa da Langley (la sede della Cia) alle librerie.
Signora Katsu dato il suo passato ci si poteva aspettare un romanzo di spionaggio...
«Non è il mio genere, aver lavorato tanti anni sul serio nei servizi segreti mi porterebbe a fare delle trame troppo realistiche... Svariati agenti letterari mi avevano spinto verso quel genere ma non fa per me... Farei cose troppo serie...».
Molti agenti o ex agenti finiscono per fare gli scrittori, penso a Fleming ...
«Nel caso mio l’aver fatto un lavoro di quel tipo mi ha consentito soprattutto di imparare a valutare i comportamenti delle persone a ricostruirne il carattere... Aiuta a fare romanzi. Anche se ho sempre scritto, sin da ragazza. Poi nel libro c’è un excursus nell’Ungheria medievale, l’Ungheria l’ho conosciuta bene lavorando per la Cia...» .
Ma perché un romanzo gotico?
«Mi sono sempre piaciuti Mary Shelley , Dumas, Hawthorne... Ma la cosa che più mi interessa di questo genere è che offre la possibilità di riflessione sul bene e il male... Su come i confini tra queste categorie siano labili, cambino nel tempo...».
E il personaggio di Lanny?
«È una donna che deve combattere, all’inizio della sua vita, con l’ambiente bigotto dell’America rurale dell’Ottocento. Le donne della mia generazione gli strascichi di quel retaggio li ricordano ancora... È una donna che varca i limiti per amore...».
Però permetta... Gran bella ricostruzione storica ma tutti i caratteri principali alla fine sono dei belloni... Come in Twilight
«Ci sono dei canoni che Hollywood ci ha imposto, volenti o nolenti... E poi io ho vissuto dieci anni, scrivendo e riscrivendo, con questi personaggi. Almeno me li sono immaginati belli, se no... ».