Ecco la Pellegrini: l’Italia manda in vasca Luna rosa

Oggi nei 200 stile libero, dove vinse l’argento ad Atene. La Boggiatto nei 100 rana: record e finale

Riccardo Signori

Nel cielo d’Italia s’alza luna rosa. Va in acqua Federica Pellegrini dopo gli allegri sbuffi d’acqua sollevati da Chiara Boggiatto, sorellina rampante del fratellone disperso nelle acque. L’Italia in rosa ieri ci ha salutato con il nuoto grintoso di Alessia Filippi nei 100 dorso e con il doppio record italiano (1’08”76 poi ritoccato a 1’08”48) della boggiattina nei 100 rana, che va in finale. Bucato il muro dell’1’09” ed anche quel velo grigio che si era impadronito della nazionale natatoria dopo la prima giornata dei mondiali di Montreal. La notte si era chiusa con lo sguardo deluso di Max Rosolino, medaglia di legno dei 400 stile libero dominati dalla scia di Grant Hackett, il motoscafo australiano che ha trovato la benzina giusta e promette un testa a testa, a suon di medaglie, con Michelone Phelps. Invece il nostro australiano di Napoli si è rannicchiato sulla sedia dei tormenti, pensoso e pensieroso sul futuro che sarà. «Il bronzo doveva avere la mia firma, non me lo perdono. Ora mi dovrò dar daffare, tornare il Rosolino di prima».
Buoni propositi, ideale per metter pepe a questa spedizione che fra ieri ed oggi ha messo e metterà in campo tutti i grossi calibri: ieri Filippo Magnini ha aperto con bella faccia nelle eliminatorie, ma è stato poi il primo degli eliminati nelle semifinali dei 200 stile libero, con un Emiliano Brembilla filante che si lascia anche Hackett dietro e vola in finale. Oggi Rosolino si calerà nell’inferno degli 800 metri, gara nuova, esperienza galvanizzante: nei mesi scorsi gli ha regalato risultati incoraggianti. Poi tutti a seguir la scia di luna rosa che ha lo sguardo intrigante e pretenzioso di Federica Pellegrini, nostra reginetta dai tacchi a spillo che stavolta non vuol vedersi soffiare la medaglia d’oro dal fantasma sbucato dalla corsia di chissà dove, come le è capitato ad Atene con la Potec. Oggi Federica non è più la novellina della compagnia, è cresciuta in tutti i sensi. La vita è cambiata, la sua storia pure, orgoglio e quel pizzico di presunzione che non guasta non mancano. La leonessa è pronta a ruggire dopo gli alti e bassi di una vita da stella. Non tutto è bello e nemmeno facile per una ragazzina (ragazzona) che solo il 5 agosto compirà 17 anni, ma che ormai ha nella testa il successo e sulle spalle la pressione che, in Italia, non gratifica mai chi sa carezzare l’olimpo dei predestinati.
Federica ha pensato anche di mollare tutto, lo ha confessato di recente. «Non dico che volevo smettere di nuotare, ma ci sono andata vicino. Troppi cambiamenti arrivati di colpo: ho cambiato casa, ho cominciato a vivere da sola alla periferia di Milano. Mi sono distratta troppo e non è stato facile ricominciare a soffrire». Ce l’ha fatta. Anzi ha preso qualche contromisura, sia per gli svarioni fuori dall’acqua, sia per quelli in acqua. La distrazione di Atene non dovrà ripetersi ed ecco perché ha imparato a respirare da entrambi i lati, così da tenere sempre sotto controllo tutto il campo delle avversarie.
Ed ora di nuovo pronta al tuffo: i 200 metri sono il presente (quest’anno ha il miglior tempo mondiale), i 400 (che a Montreal non proverà) forse il futuro, i 100 la gara che non vorrebbe lasciare mai nonostante il parere contrario dei tecnici. Tra oggi e domani la parrocchia azzurra riproverà il suo atto di fede e il suo credo nella Fede, con tanto di maiuscola e occhioni scuri che trafiggono. Potremmo ritrovare la regina scoperta ad Atene, recuperando la scia ormai lontana di Novella Calligaris. Ritrovare una medaglia mondiale, undici anni dopo l’ultima che toccò alla Vigarani nel dorso a Roma ’94. Ma nel credo di popolo la Pellegrini è l’erede naturale di Novella, la linea di congiunzione è unica, i personaggi per qualche verso somiglianti. Manca solo un cenno d’assenso: dalla piscina.