Ecco quanto rende investire sull’ambiente

Ci sono fondi specializzati nelle società appartenenti al settore dell’«altra» energia. Meglio diversificare il portafoglio

Le risorse naturali, che non sono infinite, continuano a registrare una forte domanda sia per l’accelerazione della crescita del fabbisogno energetico sia per il graduale miglioramento delle economie in via di sviluppo.
Un trend che gli esperti considerano ormai secolare e che fornisce un solido incentivo alla ricerca di fonti di energia alternative e di processi tecnologici mirati a un utilizzo energetico più efficiente.
Si tratta di un contesto nel quale le previsioni di utili delle imprese operanti in questo campo sono continuamente riviste al rialzo dagli analisti rendendo, di conseguenza, tale segmento un’interessante opportunità di investimento a lungo termine. Un segmento che comprende quelle imprese attive nell’ambito dell’efficienza energetica, del controllo delle emissioni, delle energie rinnovabili, della gestione e servizi energetici.
Ma occorre prestare molta attenzione negli investimenti sia perché non è facile muoversi in un settore di nicchia e per veri specialisti di Borsa, sia perché i rischi sono elevatissimi: l’investitore, infatti, è esposto a scelte che richiedono anni e che potrebbero rivelarsi solo a posteriori (e quindi troppo tardi) sbagliate.
Ecco perché, gli esperti finanziari suggeriscono di diversificare il portafoglio.
La strategia migliore è quella di scegliere tra i fondi d’investimento specializzati sulle società appartenenti al settore dell’energia alternativa e rinnovabile, quali BlackRock New Energy fund di BlackRock, Sam Smart Energy, in partnership tra Sam e Julius Baer, Pictet fund clean energy, Axa world fund Junior Energy fund e Cs Lux Future Energy di Crédit Suisse. L’investitore ha poi a disposizione anche tre etf quotati in Piazza Affari (Lyxor Etf new energy, Powershares clean energy, Ishares S&P clean energy) che permettono di partecipare alla rivalutazione di un indice preciso. In tutti i casi si tratta di prodotti che investono prevalentemente in azioni di imprese che offrono servizi, tecnologie e prodotti attinenti ai quattro rami del mercato energetico, destinati a una rivalutazione del capitale nel lungo termine: il gas naturale, la fornitura decentralizzata d’energia (tecnologie nei settori stoccaggio, misurazione e gestione), l’efficienza energetica e le energie rinnovabili (tecnologie che sfruttano l’energia solare ed eolica). Esiste, infine, la possibilità di investire anche sugli effetti derivanti dai cambiamenti climatici tramite i fondi, Nordea 1-Climate & Environment Fund e Schroder Isf Global Climate Change Equity, comparti azionari la cui area d’investimento riguarda gli eventi atmosferici straordinari, la scarsità dell’acqua, i tagli alle emissioni di gas serra, il riscaldamento globale e i processi industriali ad alto tasso inquinante.