«Ecco gli X-Men da giovani prima che i mutanti litigassero»

Los Angeles Tornano gli X-Men, gli eroi mutanti che hanno dato vita a una delle serie tratte dai comic books più emotivamente coinvolgenti di Hollywood. E per rinfrescare la saga, questa volta i produttori hanno fatto un tuffo nel passato e ingaggiato volti nuovi per mostrarci come è nata l’epica inimicizia tra gli X-Men del Professor X (Charles Xavier) e la Confraternita di Magneto (Eric Lehnsherr). X-Men: L’inizio (nelle sale italiane a giugno), diretto da Matthew Vaughn, si svolge negli anni ’60 e ci fa conoscere Xavier e Lehnsherr, interpretati da James McAvoy e Michael Fassbender (Patrick Stewart e Ian McKellen nei film precedenti) al momento in cui scoprono i loro poteri, diventano grandi amici, e assieme ad altri mutanti (alcuni già visti altri nuovi) lavorano assieme per evitare la fine del mondo. Ma le loro strade si separeranno poiché Xavier immagina una coesistenza pacifica tra uomini e mutanti, mentre Lehnsherr inizia a sognare di dominare il pianeta. January Jones, Jennifer Lawrence, Rose Byrne e Nicholas Hoult sono alcuni dei nuovi X-Men allievi della scuola per mutanti creata da Charles Xavier, quel James McAvoy già protagonista di Wimbledon, Le cronache di Narnia, L'ultimo re di Scozia, Espiazione, Wanted e The Last Station, che coi suoi occhioni azzurri e la sua aria da ragazzino sembra molto più giovane dei suoi trentadue anni.
Charles Xavier è un leader e un mentore che sa ispirare i suoi allievi. Lei ha conosciuto figure simili?
«Sì, ho avuto due eccellenti insegnanti di musica che hanno scoperto e acceso la mia scintilla creativa quando ero un teenager, tra i quattordici e i diciotto anni. Penso che senza di loro non sarei mai diventato un attore. A diciott’anni, anche se avevo già avuto una particina in un film, pensavo di fare il militare o di iscrivermi all’università, e loro mi hanno consigliato l’accademia di arte drammatica. È lì che ho davvero scoperto il mio amore per la recitazione e che ho deciso di diventare un attore».
Come si è preparato per questo ruolo?
«Ho guardato i film precedenti, letto i fumetti, guardato il cartone animato degli anni ’80, e cercato di ritrovare quel senso di divertimento ed eccitazione che avevo da ragazzino quando ho scoperto questi eroi. Perché alla fine, anche se questa saga tocca temi non superficiali, l’importante è che ci si diverta».
Ha incontrato Patrick Stewart, che ha creato il personaggio nei film precedenti?
«Si figuri che Patrick mi ha consegnato il mio primo premio come attore, il Bafta Rising Star Award. E poi ci siamo incontrati di nuovo alla prima del film Gnomeo e Giulietta, a cui abbiamo entrambi prestato la voce, e ci siamo fatti una bella chiacchierata davanti a un bicchiere di latte, il drink che servivano alla festa poiché si trattava di un film per bambini».
Vi siete scambiati opinioni?
«Non abbiamo parlato del nostro personaggio, anche perché sono molto diversi. Il mio Professor X deve essere quasi l’opposto di quello di Patrick affinché questo film abbia senso. Se fossero uguali non ci sarebbe bisogno di un prequel. Se questo film ha successo, alla fine del terzo prequel il mio personaggio e gli altri mutanti avranno avuto un’evoluzione che li porterà ad essere simili ai protagonisti del primo X-Men. Speriamo di arrivarci».
I mutanti sono per definizione degli outsider. Si è mai sentito tale?
«Forse solo una volta. Da ragazzino sono stato invitato al 13th Night Ball a Glasgow, non mi ricordo come mai, era una serata per teenager ricchi, non proprio il mio giro. Bisognava essere in giacca e cravatta e io avevo la giacca della scuola, i pantaloni di velluto di un altro colore, e una cravatta stampata ad ananas gialli e verdi che avevo preso in prestito. Sembravo un pappagallo, mentre tutti erano in kilt o in smoking. All’inizio mi sentivo fuori posto, ma in realtà tutti sono stati gentili con me e alla fine mi sono divertito perché sono uno che si sa adeguare...»
Le piacerebbe avere i potere telepatici di Charles Xavier?
«Assolutamente sì. Sarebbe bello sapere cosa i tuoi cari vogliono per il loro compleanno e sapere cosa eccita la persona con cui stai e cosa le piace a letto».