Trasporti, servono controlli su tutta la filiera

È ora di dire basta a comportamenti parziali che si limitano a colpire il più debole e nulla fanno per verificare se esistano altre responsabilità

Il conducente di un Tir viene fermato in Piemonte e durante i controlli gli agenti di polizia scoprono che ha alterato il cronotachigrafo per far risultare che ha rispettato i tempi di guida e riposo previsti dalla legge, facendo scomparire un po' di tempo trascorso al volante e qualche decina o forse centinaia di chilometri percorsi. Gli investigatori gli contestano non solo il mancato rispetto dei tempi di guida ma addirittura il reato di attentato (parola che di questi tempi fa un particolare effetto) alla sicurezza dei trasporti. Ora quel camionista rischia la revoca della patente prevista.

Indiscutibile risultato di un rapporto causa effetto: nessuno intende sminuire le responsabilità di un lavoratore che, autosfruttandosi, mette a rischio l'incolumità propria e degli altri; quello che però non torna è che, come sempre, a pagare è solo l'ultima ruota del carro. Il camionista. Con l'aggravante di attuare puntualmente una legge dimenticandosene per strada un'altra: quella che esige controlli sull'intera filiera, a partire dal committente, misteriosamente dimenticato per mesi dai controlli. È ora di dire basta a comportamenti parziali che si limitano a colpire il più debole e nulla fanno per verificare se esistano altre responsabilità, per capire, per esempio, se a un camionista la "scelta" di viaggiare ben oltre le ore previste senza fermarsi sia stata imposta da altri.

Per far sì che finalmente l'Italia impari a rispettare il principio della responsabilità condivisa, controllando e sanzionando, nel caso risultasse "colpevole", anche il committente, Conftrasporto chiede alle autorità competenti di procedere con tutti gli accertamenti previsti senza ometterne alcuno. E in ragione delle risposte che saranno fornite valuterà, insieme con i propri legali, di procedere per omissioni di atti d'ufficio nei confronti di chi non ha dato applicazione a tutte le disposizioni di legge. Chi mette in pericolo la sicurezza altrui deve essere punito ma questa regola deve valere per tutti.