Effetto serra e Kyoto? Leggete qui sotto

Caro Granzotto, le offro qualche argomento scientifico atto a confutare la martellante crociata degli ambientalisti sul presunto riscaldamento globale. Prendiamo a riferimento l’ultimo decennio (1998-2007): sui dati di temperatura misurata nel ventennio precedente (1978-1997), le previsioni elaborate dall’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change) facevano presagire per quest’ultimo decennio un aumento vistoso della temperatura media del pianeta. Ciò del resto sarebbe stato in perfetto accordo con le emissioni di anidride carbonica di origine antropica che, grazie soprattutto a Cina e India, ma non solo a esse (l’Italia ha fatto in proporzione la sua parte), sono cresciute del 27/28 per cento, ovvero mediamente di quasi il 3 per cento annuo. La temperatura media del pianeta mostra un andamento sostanzialmente stabile, e semmai c’è una diminuzione rilevante tra il dato del 1998 e quello del 2007. Ciò sconfesserebbe la supposta correlazione diretta tra contenuto di anidride carbonica nell’atmosfera (cresciuto da 368 a 380 ppmv nel decennio in questione) e temperatura media del pianeta (il cosiddetto effetto serra). Nel ventennio precedente i modelli Aogcm (Atmosphere-ocean general circulation model) davano aumenti più alti di quelli poi registrati e quindi i modellisti avevano introdotto la teoria del «radiative forcing», mai dimostrata appieno, in base alla quale la temperatura si alzava di meno di quanto previsto dai modelli a causa dell’effetto compensativo esercitato dagli aerosol. Questa teoria però non serve più per giustificare quella che si presenta come una forte anomalia nell’ultimo decennio. Non manca però chi va contro corrente: ad esempio, Robert Jastrow, fondatore e direttore dal ’61 all’80 del Nasa Goddard institute per gli Studi Spaziali, era molto scettico sul fatto che l’aumento di 0.6 C della temperatura media osservato nel secolo scorso fosse da attribuire all’effetto antropico. «La scienza del riscaldamento globale è inestricabilmente connessa con la politica... Questa storia del riscaldamento globale è grossolanamente esagerata» ha detto recentemente Freeman Dyson, professore emerito di fisica dell’Istituto di Studi Avanzati di Princeton. La rivista EOS-Transactions of the American Geophysical Unions ha ospitato a novembre un articolo in cui Cyril Galvin, ingegnere marittimo con oltre 50 anni di esperienza nel settore, manifesta il proprio disaccordo col documento sottoscritto nel dicembre 2007 dall’Unione geofisica americana su «Impatto umano sul clima». Le voci dissenzienti in campo scientifico ci sono ma purtroppo sono sovrastate dal clamore di molti che, come Al Gore, hanno creato timori e allarmismi, complice la stampa non specialistica, facendone il motore del proprio successo mediatico e la fonte dei propri cospicui finanziamenti di ricerca.Prof. Giuseppe Gambolati - Università degli Studi di Padova