Efficienza energetica e rinnovabili per ridurre le emissioni

L'ad di Cesi: «Appare irreversibile il percorso verso una produzione da queste fonti»

Enrico Boschivi

Chiediamo a Matteo Codazzi, amministratore delegato di Cesi: gli effetti del riscaldamento globale, dovuto alle emissioni di CO2, sono sempre più tangibili; quanto l'energia contribuisce alla limitazione delle emissioni? Le rinnovabili sono una soluzione efficace?

«Secondo i dati della International energy agency (Iea), dei 47,5 miliardi di tonnellate di CO2 che ogni anno vengono rilasciate nell'atmosfera, 32 sono dovuti alla combustione di risorse per la produzione di energia, sia elettrica sia utilizzata per il riscaldamento, l'industria e i trasporti. Se si vogliono ridurre le emissioni di CO2, questo settore rappresenta, pertanto, un ambito cruciale. Per quanto riguarda, in particolare, l'energia elettrica, appare irreversibile il percorso verso una produzione da fonti rinnovabili che progressivamente sostituirà quella da fonti fossili.

Qualche dato?

«Nel corso del 2016, a livello mondiale, le rinnovabili hanno raggiunto circa il 25% dell'energia elettrica prodotta. Secondo i dati dell'Enea, in Italia, grazie alle rinnovabili, un kWh di energia prodotto nel 2016 ha avuto un impatto ambientale per emissioni di CO2 del 30% inferiore rispetto allo stesso kWh prodotto nel 2005».

Il passaggio alle rinnovabili è sufficiente per contrastare il cambiamento climatico?

«No, non basta. La produzione di energia elettrica, infatti, è responsabile solamente del 42% delle emissioni globali di CO2. Il restante 60% è dovuto a industrie, edifici e trasporti».

Come consumatori cosa dobbiamo fare?

«Già adesso, e di più in futuro, la tecnologia permette a ciascuno di operare scelte energetiche consapevoli e rispettose dell'ambiente. I clienti, infatti, sono e saranno in grado di utilizzare l'energia elettrica in modo più efficiente, riducendo gli sprechi. Ciò grazie alla diffusione di dispositivi digitali di monitoraggio e gestione, come, per esempio, i contatori elettronici di ultima generazione, che stiamo testando in questi giorni nei nostri laboratori».

Quali i vantaggi?

«Questi strumenti permetteranno ai clienti di monitorare in modo molto più puntuale l'energia consumata dagli elettrodomestici, dai sistemi di illuminazione e da tutti i dispositivi che utilizzano elettricità nelle case. Per ottenere un risultato ancora più efficace, bisogna aggiungere la diffusione degli impianti di autoproduzione e consumo di energia elettrica. Con lo sviluppo di batterie che spostano nel tempo il rilascio dell'energia immagazzinata, la capacità di produrre, conservare e consumare energia elettrica in maniera efficiente diventerà sempre più alla portata di una larga fascia di clienti».

Un altro settore cruciale nella riduzione delle emissioni è quello dei trasporti.

«La diffusione della mobilità elettrica inizia a divenire apprezzabile e, in prospettiva, sembra avere margini di crescita elevati. Sempre secondo la Iea, nel mondo le immatricolazioni di veicoli elettrici crescono a un ritmo del 40% annuo, con livelli di emissioni dimezzate rispetto alle attuali autovetture Euro5».

Come si affrontano e si prevengono i danni causati dal cambiamento climatico su un territorio come quello italiano?

«In Italia, con sempre maggiore frequenza ci troviamo ad affrontare frane, allagamenti e alluvioni dovuti a eventi atmosferici estremi. Un territorio così fragile ha costante bisogno di essere monitorato per prevenire i danni e tutelare persone e cose».

Quali i punti di forza dell'azienda che guida?

«Cesi è da anni attiva in questo ambito grazie alle tecnologie più avanzate, tra le quali: i sistemi più aggiornati di rilevazione meteoreologica, che aiutano a prevedere l'arrivo e la consistenza dei fenomeni atmosferici; le reti di sensori intelligenti per comunicare in real-time informazioni sullo stato delle infrastrutture, di aree potenzialmente franose o di ondate di piena a monte; infine, le tecnologie software per raccogliere questi dati e comunicarli in tempo reale. In particolare, l'infrastruttura territoriale del Sistema italiano rilevamento fulmini del Cesi consente il monitoraggio 24 ore su 24 dell'intera Penisola e del bacino mediterraneo, garantendo un tracciamento dei temporali preciso e in largo anticipo sullo scatenarsi delle cosiddette bombe d'acqua, sempre associate a intense fulminazioni».