In Egitto nascono anche i «Fratelli cristiani»

La minoranza copta avrà un proprio movimento politico di rappresentanza: l'obiettivo è fare da contraltare al partito islamico che ha vinto le elezioni ed esprime il presidente

I Fratelli musulmani non sono più soli in Egitto: dovranno vedersela con un partito confessionale in certo senso speculare che rappresenterà i cristiani del Paese e che si chiamerà appunto «Fratelli cristiani». La sfida al movimento che ha vinto le prime libere elezioni parlamentari egiziane e anche quelle presidenziali, e che ora esprime con Mohammed Morsi anche il capo dello Stato, è stata lanciata da un gruppo di attivisti copti, al vertice dei quali ci sono il noto avvocato Mamdouh Nakhla, direttore del Centro per i Diritti Umani «al-Kalima» del Cairo, e Michel Fahmi.
Proprio Fahmi ha spiegato che si tratta di un progetto nato nel 2005 «quando avevamo notato il rafforzarsi dei gruppi religiosi in Egitto». I fondatori dei «Fratelli cristiani» affermano che «proprio il fatto che il Paese sia guidato dai Fratelli Musulmani ci ha spinto a mettere in pratica il nostro progetto: come loro, pensiamo che si possa arrivare al potere senza violenza». In Egitto i copti sono oggetto di discriminazioni a vari livelli, e rappresentano circa il 10 per cento della popolazione.
Commenti

killkoms

Gio, 05/07/2012 - 21:24

sempre meglio dei murzulmani!

lot

Gio, 05/07/2012 - 21:28

La vedo brutta per tale neo movimento politico, verrà subito preso sotto mira di attentati vari dagli islamici, poco ma sicuro. I copti, contrariamente a quanto scrive l'articolista, sono ridotti al 5% della popolazione egiziana e non al 10%. L'Egitto era , assieme a Siria, Turchia, Iran e Irak, il cuore della cristianità ma gli islamici ne hanno piano piano tranciato le radici dopo le loro invasioni e ora sono ridotti a nascondersi e ad essere continuamente umiliati e aggrediti. Se si pensa che i copti erano il 90% dell'intera popolazione egizia si capisce che razza di disastro è stato. Attualmente i copti vengono continuamente umiliati e costretti a nascondersi, subiscono stupri e schiavizzazioni delle loro donne appena qualche gruppo islamico riesce a coglierle isolate. Le chiese non possono non solo essere costruite ma neppure riparate. Perciò i fratelli cristiani, più che alla politica si preparano ad un martirio, credono troppo alla democrazia di quei luoghi.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Gio, 05/07/2012 - 21:50

Può darsi che mi sbagli. Ma non la vedo per nulla indolore, la faccenda. Tolleranza e moderazione abitano nell'islam soltanto a parole. Sempre pronto a ricredermi. Ed a chiedere scusa ai vari Pontalti ed Alberthois.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Ven, 06/07/2012 - 11:10

"l'obiettivo è fare da contraltare al partito islamico che ha vinto le elezioni". E' proprio quello il problema. L'islam non tollera contraltari.

Raoul Pontalti

Mer, 11/07/2012 - 00:28

per lot. Oltre a dimenticare stranamente Libano e Palestina per quanto riguarda la presenza cristiana attribuisci un ruolo centrale all'Iran che la presenza cristiana l'ebbe (e in parte la mantiene anche con un isola cristiana artificiale nel cuore della Persia, a Isfahan, rappresentata dal quartiere armeno Nor Juga ossia Nuova Jolfa) solo marginale ad opera innanzitutto di S.Giuda Taddeo (considerato il primo Katholikos degli Armeni, merita un viaggio la Kara Kilise, Chiesa Nera, a lui dedicata e che si trova nell'Iran nordoccidentale) e di S. Simone Cananeo e di S. Bartolomeo. Già nel IV secolo le persecuzioni pagane avevano praticamente estinto in Persia il cristianesimo che sopravvisse ai margini dell'impero nelle zone armene e assire. Ma soprattutto, di grazia, mi vuoi dire QUANDO i Copti costituivano il 90% dei credenti egiziani? I Copti costituiscono un'élite culturale ed economica (es. Boutros-Ghali ex segretario ONU e il suo avo Boutros-Ghali Pascià primo ministro d'Egitto).