El Alamein, il sacrario sarà territorio italiano

Un «sì» diplomatico e un «sì» storico. Ieri il presidente egiziano Hosni Mubarak, durante un colloquio con Romano Prodi, ha annunciato che il suo Paese cederà all’Italia la proprietà dell’area di sua competenza del sacrario di El Alamein. A differenza di altri Paesi europei, come a esempio la Germania, l’Italia non è proprietaria del terreno dove riposano i suoi caduti.
Tel El Alamein significa «la collina delle vette gemelle». È una collina a 120 chilometri da Alessandria d’Egitto e a tre dal mare: lì sorge il Sacrario che raccoglie i resti di 4.814 militari italiani morti durante le tre battaglie che, secondo molti, determinarono la sorte della Seconda guerra mondiale. Si tratta di un complesso monumentale - realizzato nel ’59 su progetto di Paolo Caccia Dominioni, un ufficiale del Genio reduce di El Alamein - che si articola in tre gruppi di costruzioni: l’imponente Torre-ossario ottagonale, alta 31 metri, dove sono custodite le spoglie dei caduti italiani noti e ignoti; alcuni edifici che sorgono vicino alla strada litoranea, dove sono tra l’altro sepolte le salme di 228 ascari libici morti combattendo a fianco degli italiani; la «Base di Quota 33», dove il 10 luglio ’42 venne sterminato il 52º Gruppo Cannoni e dove, nel ’48, venne costruita la base logistica della delegazione italiana di Onorcaduti che fino al 1960 si dedicò alla ricerca e alla raccolta delle salme nella vasta zona delle battaglie. In questa zona vennero effettuate 355 ricognizioni desertiche e percorsi oltre 400mila chilometri: un’attività, coordinata dallo stesso Caccia Dominioni, particolarmente difficile soprattutto a causa degli estesi campi minati che, nei dodici anni di ricerca, provocarono la morte di sette collaboratori egiziani.
A occuparsi della cura e della tutela del Sacrario è un sottufficiale italiano di Onorcaduti, accreditato presso il consolato d’Italia ad Alessandria, che si serve di personale locale per i servizi di vigilanza e di giardinaggio. Il più anziano di questi dipendenti egiziani lavorò insieme a Caccia Dominioni nella ricerca delle salme e questa sua opera meritoria gli è valsa anche il titolo di Cavaliere della Repubblica.