Elettrosmog, lo studio dimenticato

Enza Colagrosso

L’ex giunta provinciale presieduta da Silvano Moffa aveva affrontato il problema delle onde elettromagnetiche affidandone lo studio a una commissione di alto profilo scientifico, che riuniva i maggiori esperti delle università italiane. La commissione aveva il compito non solo di studiare l’elettrosmog ma soprattutto di cercare gli elementi per misurarlo. Questo rimane infatti il nodo sul quale ci si confronta da tempo a livello scientifico visto che ancora oggi non è stato messo a punto un sistema di misurazione scientificamente provato, per tarare l’emissione di queste onde.
«Che fine ha fatto quel lavoro - si chiede oggi Barbara Saltamartini, consigliere provinciale di An -? I cittadini, alle prese con l’incognita che rappresentano le antenne di telefonia, ospitate sempre più spesso sulle terrazze delle loro case, mi chiedono frequentemente quali azioni la Provincia di Roma abbia deciso per tutelare la loro salute. Ogni volta - aggiunge la Saltamartini -, di fronte a tale interrogativo mi fa arrabbiare l’idea che tutte le risposte dovremmo trovarle in un libricino curato dal nostro assessorato all’Ambiente dal titolo “Emissioni elettromagnetiche: effetti sanitari, percezioni del rischio e misure” nella cui prefazione si legge: “Frutto del lavoro di un gruppo di dipendenti della Provincia di Roma”».
In effetti il volumetto, la cui scientificità non è comprovata né da ricercatori né da medici, ha una veste editoriale che potremmo definire divulgativa ma certamente non scientifica, nonostante l’argomento che tratta. Abbiamo chiesto a Silvano Moffa notizie dello studio fatto dalla Provincia sulle onde elettromagnetiche, durante il suo mandato. «Fummo allora - spiega l’ex presidente - il primo Ente che si pose il problema delle onde elettromagnetiche e per questo avviammo tutta una fase di studio importantissima che portò a risultati rilevanti dal punto di vista scientifico. Il nostro lavoro divenne punto di riferimento per gli altri ricercatori; fu divulgato e ampliato poi nei contenuti per abbracciare tutte le problematiche del territorio nazionale. I nostri risultati, pubblicati, divennero oggetto di studio anche per avviare il progetto di una legislazione più corretta del settore». E il volumetto appena stampato? «Questo libro che arriva tardivamente - dice ancora Moffa - mi auguro che tenga conto dei risultati del nostro lavoro, perché se invece così non fosse e tutto risultasse messo da parte, questa sarebbe la prova che non si è voluto fare un lavoro serio né dal punto di vista scientifico né tanto meno per il beneficio dei cittadini. Anche perché, ci tengo a dirlo, allora noi coinvolgemmo nel lavoro i migliori esperti del settore. Inoltre, dopo la fase di studio, iniziammo anche la misurazione delle onde elettromagnetiche con il mezzo messo a punto dai nostri ricercatori, proprio per verificarne l’applicabilità. I risultati conosciuti derivarono quindi da uno studio scientifico ma anche applicativo».
E Barbara Saltamartini aggiunge: «Solo in una nota a pagina 72 si fa riferimento alla ricerca su “Controllo dell’inquinamento elettromagnetico a radiofrequenza”. E cioè al lavoro scientifico svolto durante la giunta Moffa».