Elezioni: la Groenlandia vota per dire addio alla Danimarca

Un referendum su una maggiore autonomia fa sognare gli inuit che pensano anche ai 50 miliardi di barili di petrolio racchiusi nel loro sottosuolo<br />

E’ la prima volta che i 56 mila abitanti della Groenlandia votano. E la maggior parte dei sondaggi dice che l’accordo con Copenhagen su una maggiore autonomia dalla corona danese passerà. La popolazione inuit sogna già la completa indipendenza, ma se vincesse il sì otterrà per ora l’ufficializzazione della sua lingua, il kalaallisut, e il diritto a gestire le proprie numerose risorse: 50 miliardi di barili di petrolio, gas, zinco, piombo, diamanti…

La Groenlandia è stata colonizzata nel 1721 da Copenhagen ma nel 1979 ha ottenuto uno statuto speciale che garantisce ai suoi abitanti una certa autonomia: in materia di educazione, fisco, sanità, politica della pesca, principale risorsa per la popolazione. L’isola,che rappresenta il 98 per cento del territorio danese, ha un governo e un Parlamento locali. Finanziariamente però dipende ancora quasi totalmente da un assegno di 430 milioni di euro staccato annualmente da Copenhagen. Con l’accordo su una maggiore autonomia l’isola sarà quindi costretta a rinunciare a parte degli aiuti. Dall’altra parte, la Danimarca è interessata a mantenere i rapporti con Nuuk, la capitale dell’ex colonia, per via dei vasti giacimenti minerari, di gas e petrolio che secondo molte stime potrebbero garantire rendite non da poco alla Groenlandia. Prima del referendum, i negoziati sulla spartizione delle risorse sono durati quattro anni.