Gli elvetici votano sui matrimoni tra omosessuali

Più si avvicina il giorno del voto e più si allarga il consenso sui matrimoni gay. Secondo un sondaggio commissionato dalla Ssr Srg idée suisse, il servizio pubblico radiotelevisivo elvetico, il 67% degli svizzeri è favorevole all’unione registrata per gli omosessuali. È contrario solo il 24%.
Il 5 giugno, difatti, i cittadini saranno chiamati alle urne sul referendum lanciato contro la legge, approvata la scorsa estate dal Parlamento elvetico, che riconosce le unioni omosessuali. Una legge che equipara le coppie gay a quelle eterosessuali, escludendo però per loro la possibilità di adottare bambini e di ricorrere alla procreazione assistita. Un provvedimento cui si sono opposti l'Unione democratica federale (Udf) e il Partito evangelico (Pev). I principali promotori del referendum sono forze politiche minoritarie, accomunate dalla stessa matrice di riferimento: il primo è un partito d’ispirazione cristiana che persegue una politica conservatrice; il secondo imposta il suo impegno politico sulla base del Vangelo. Due piccoli partiti, dunque, che hanno un peso politico ridotto, ma che in questa battaglia sono stati affiancati dall’Unione democratica di centro, la destra nazionalista che ha stravinto alle ultime elezioni. Le altre formazioni politiche, invece, sostengono la nuova legge, anche se il Partito popolare democratico è diviso sulla questione. In Ticino le posizioni sono praticamente trasversali ai partiti.
La legge sul partenariato si ispira al diritto matrimoniale, ma ammette alcune eccezioni. In base alle nuove regole agli omosessuali vengono riconosciuti gli stessi diritti delle coppie sposate eterosessuali in ambito successorio e fiscale. I gay registreranno la loro unione davanti a un ufficiale di stato civile, impegnandosi a condurre una vita di coppia con diritti e doveri reciproci e ad assistersi e rispettarsi. Per quanto riguarda il cognome, ciascuno manterrà il proprio, anche se nella pratica potrà essere utilizzato quello del partner o il doppio nome. Il compagno straniero otterrà il permesso di soggiorno, ma non potrà beneficiare della naturalizzazione agevolata come nel caso delle coppie sposate. Per i sostenitori della legge si tratta di una normativa che elimina le discriminazioni cui sono sottoposti gli omosessuali, legati da un rapporto d’affetto. Per gli oppositori, invece, in questo modo viene messo in pericolo il valore della famiglia. A loro parere, se la legge dovesse essere approvata dai cittadini, il passo successivo sarà la richiesta di poter adottare o avere figli. Secondo i promotori del referendum per eliminare le disparità attuali basterebbe sottoscrivere contratti di diritto privato, senza correre il rischio di arrivare un domani al modello spagnolo di Zapatero.
Comunque sia, nei Cantoni di Zurigo, Ginevra e Neuchâtel, le unioni registrate sono già una realtà. La sensazione è che per la maggioranza degli svizzeri la nuova legge consentirà di legalizzare situazioni di fatto, già accettate per lo più dall’opinione pubblica.
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